Arma del delitto, l’ipotesi di più oggetti usati nell’aggressione
Tra i passaggi affrontati dal medico legale, ci sono anche elementi relativi alle condizioni utili a stimare l’epoca della morte e alle ferite riportate dalla vittima.
“La temperatura dell’ambiente e quella del corpo della vittima sono rilevanti per risalire all’epoca della morte, l’unico dato mancante è il peso del corpo di Chiara – ha proseguito il professionista -. Non è possibile che il decesso sia avvenuto nella notte, questa è una certezza umana”. Sull’arma del delitto utilizzata e le lesioni riportate dalla vittima, invece, il medico legale ha spiegato: “Sicuramente la lesione mortale è quella da mezzo contusivo in regione parieto occipitale sinistro, le altre lesioni sono invece state causate da un mezzo fendente ovvero inferti da una lama. La lesione sull’orecchio sinistro proviene invece da un’arma da punta e non c’è una sola arma che abbia tutte queste caratteristiche, per questo penso che Chiara Poggi sia stata colpita da più oggetti”.
Le dichiarazioni introducono un ulteriore profilo tecnico: la possibilità che siano stati utilizzati strumenti diversi durante l’aggressione. L’ipotesi di più oggetti, se confermata dagli accertamenti, aggiungerebbe complessità alla ricostruzione della dinamica e alla valutazione complessiva degli elementi disponibili.
Caso Garlasco, gli sviluppi attesi dagli accertamenti della Procura
Il caso Garlasco resta oggetto di attenzione anche per l’impatto che eventuali nuovi riscontri potrebbero avere sul quadro ricostruttivo. Gli accertamenti disposti dalla Procura di Pavia mirano a definire con maggiore precisione tempi e modalità della morte di Chiara Poggi, in un procedimento che continua a essere seguito da opinione pubblica e media.