Chi è Andrea Pignataro: formazione e carriera
Andrea Pignataro è nato nel 1970 a Bologna. Dopo la laurea in Economia, ha proseguito gli studi conseguendo un dottorato in Matematica all’Imperial College di Londra.
Successivamente ha lavorato presso Salomon Brothers, banca d’affari statunitense, prima di fondare Ion Group nel 1999.
La riservatezza e gli interessi personali
L’imprenditore è considerato particolarmente riservato: nel tempo avrebbe concesso poche interviste e, secondo quanto riportato, circolerebbero soprattutto immagini non recenti.
Tra gli elementi pubblicamente noti vengono citati l’interesse per la vela e investimenti immobiliari in diverse località, tra cui Sankt Moritz, Londra, Milano, Pisa e Sardegna.
Investimenti in Italia e acquisizioni (2021-2024)
Negli ultimi anni Pignataro avrebbe destinato in Italia circa 5,7 miliardi di euro tra il 2021 e il 2024, attraverso operazioni di investimento e acquisizioni.
Tra le società indicate figurano Cerved, attiva nelle informazioni commerciali, e Cedacri, operatore nei servizi informatici per le banche.
Risulta inoltre citata la presenza come azionista in realtà quali Mps, Banca Illimity e la Cassa di Risparmio di Volterra.
Ion Group: sede, attività e clienti
Ion Group è un gruppo internazionale con sede a Londra, attivo nell’area fintech e nell’elaborazione di dati finanziari. L’azienda fornisce soluzioni di software, automazione e analisi.
Secondo le informazioni riportate, tra i clienti figurano governi e grandi aziende come Amazon e Microsoft; inoltre, il gruppo servirebbe circa il 30% delle banche centrali a livello mondiale.

Asset e società aggregate: da Dealogic a Fidessa
Nel tempo, il gruppo avrebbe aggregato diverse società non quotate, tra cui Dealogic, piattaforma di analisi e contenuti finanziari, e Fidessa, software legato al trading.
Il valore complessivo degli asset di Ion Group viene stimato intorno ai 30 miliardi di dollari.
Accordo con l’Agenzia delle Entrate: definito un contenzioso fiscale
Nel 2025, Pignataro avrebbe definito un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate relativo alla residenza all’estero nel periodo 2013-2023, versando 280 milioni di euro.
Secondo quanto indicato nella nota ufficiale, l’intesa non comporta alcun riconoscimento di colpevolezza o evasione fiscale, configurandosi come una soluzione transattiva fondata su buona fede e collaborazione istituzionale, con la chiusura della vicenda amministrativa.