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“È morta anche lei!”. Addio alla leggenda: fine di un’era

Dalle difficoltà in Tennessee al sogno di Nashville

Dolly Rebecca Parton è nata il 19 gennaio 1946 a Pittman Center, in Tennessee, ed è cresciuta nella vicina Locust Ridge. Era la sesta di dodici figli di Lee Parton, coltivatore di tabacco, e di Avie Lee Parton. La famiglia viveva in condizioni economiche molto difficili, in una casa di una sola stanza, un ambiente che avrebbe segnato profondamente la sua sensibilità artistica.

Le vicende dell’infanzia, la povertà, il lavoro nei campi e la forza della famiglia sarebbero diventati elementi ricorrenti nelle sue canzoni. Non come semplice ricordo, ma come materia narrativa: Dolly Parton ha trasformato le esperienze personali in racconti universali, riconoscibili anche da chi non conosceva il Tennessee delle sue origini.

Il rapporto con la musica iniziò prestissimo. Da bambina compose una delle prime canzoni per una bambola fatta con una pannocchia, mentre dalla madre apprese ballate e melodie della tradizione britannica, irlandese e gallese. A undici anni cantava già a una radio locale; due anni dopo arrivò sul palco del Grand Ole Opry, luogo simbolo del country a Nashville.

Dopo il diploma si trasferì proprio a Nashville, dove la situazione cambiò rapidamente. La giovane cantante trovò spazio come autrice e interprete, entrando in contatto con produttori e musicisti della scena locale. Era l’inizio di una strada che, nel giro di pochi anni, l’avrebbe portata dalle prime incisioni ai vertici delle classifiche.

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