Le passioni: montagna e cultura
Accanto all’attività giornalistica, Laura Mari coltivava interessi personali molto definiti. Tra questi, l’amore per la montagna e per Courmayeur, località che considerava un punto di riferimento e un luogo di pausa dal clima e dal ritmo della capitale.
Finché la salute lo ha consentito, ha praticato sci e successivamente escursioni, trovando nella montagna uno spazio di equilibrio. Negli anni si è interessata anche alla buona cucina e al mondo degli chef, seguendo l’evoluzione del settore tra cronaca e costume.
Tra i lavori ricordati, anche un servizio realizzato in occasione della prima al Teatro dell’Opera di Roma, in cui riuscì a restituire un racconto ricco di dettagli e osservazioni puntuali.

Il legame con Roma e gli ultimi anni
Laura Mari viveva nel centro storico di Roma, a breve distanza dalla Fontana di Trevi. Questo legame con il quartiere e con la città emergeva spesso nei suoi pezzi, soprattutto quando affrontava temi legati al decoro, alla trasformazione degli spazi e alla perdita di identità di alcune aree storiche.
Negli ultimi anni, a causa dell’evoluzione della malattia degenerativa, lavorò in parte da casa. In questa fase mise le proprie competenze a disposizione anche dei settori nazionali del quotidiano, occupandosi di politica e affari esteri, mantenendo la cura redazionale che le veniva riconosciuta da diversi caporedattori.
La sua storia professionale viene oggi ricordata come un percorso costruito su continuità e responsabilità. La morte di Laura Mari, avvenuta a 43 anni, rappresenta una perdita per chi ha condiviso con lei turni, riunioni e chiusure, e per una parte del giornalismo romano che ne ha conosciuto il profilo discreto ma determinante.