La carriera di Elena Pero, da Telepiù all’eredità di Rino Tommasi
Il percorso della giornalista era iniziato nel 1991, quando entrò a Telepiù come praticante, fin dalla fondazione della rete. A sceglierla fu Rino Tommasi, maestro del giornalismo sportivo italiano, del quale avrebbe raccolto una delle eredità professionali più impegnative e prestigiose.
Nel ricordo diffuso da Sky, la sua telecronaca viene descritta come una presenza di rara eleganza: una voce precisa, riconoscibile e mai invasiva, paragonata al suono pulito della palla colpita da Roger Federer o alla qualità tecnica di una volée di Martina Navratilova. Un linguaggio sportivo che puntava alla sostanza e all’ascolto, lontano dalle semplificazioni imposte dalla ricerca di visibilità.
La sua figura viene indicata come un esempio di professionalità ancora attuale, proprio perché distante da un modello comunicativo più rumoroso e spesso dominante sui social. Il valore del suo lavoro, secondo quanti l’hanno conosciuta, risiedeva nella preparazione, nell’equilibrio e nel rispetto assoluto della disciplina raccontata.
Il ricordo di Sky Sport e l’abbraccio alla famiglia
Un pensiero particolare è stato rivolto alla figlia Martina e al compagno Sergio, produttore premiato di recente dal Club di Wimbledon per la sua carriera e, come ricordato nel messaggio, sempre accanto a Elena anche sul campo. Attorno alla famiglia si è raccolto l’affetto di una comunità professionale che oggi ne piange la scomparsa.
Nel corso degli anni, Elena Pero aveva attraversato idealmente diverse generazioni della grande telecronaca italiana, accostando il suo nome a quelli di Nicolò Carosio, Nando Martellini, Paolo Rosi, Alfredo Pigna, Adriano De Zan, Rino Tommasi e Gianni Clerici. Una tradizione fatta di studio e sobrietà, nella quale la sua impronta resta ben riconoscibile.
“Se n’è definitiva, come Rino Tommasi e Gianni Clerici. Non smetteremo di ascoltarti. E non smetteremo di ricordarti, cara Elena”
È con queste parole che si chiude il saluto del direttore. Resta il ricordo di una giornalista capace di rendere il tennis più vicino al pubblico, senza mai sovrapporsi alla partita. E resta una voce che, per moltissimi appassionati, continuerà a risuonare in ogni grande sfida.
