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Calcio italiano in lutto, addio a un grande presidente

Un legame profondo con il calcio e il mondo universitario

Per Rocco Commisso, il calcio non rappresenta soltanto una passione personale, ma un elemento strutturale del suo percorso di vita. Durante gli anni alla Columbia University gioca per tre stagioni con i Columbia Lions, diventa co-capitano della squadra e riceve diversi riconoscimenti sportivi a livello universitario. Proprio grazie al calcio aveva ottenuto la borsa di studio che gli aveva permesso di frequentare l’ateneo, consolidando così lo stretto legame tra sport e formazione. Nel corso della sua carriera agonistica universitaria, Commisso arriva a sfiorare un provino con la Nazionale statunitense in vista delle Olimpiadi del 1972. In quegli anni contribuisce a fondare i Friends of Columbia Soccer, un’organizzazione dedicata al sostegno economico e strutturale del programma calcistico della Columbia, favorendo lo sviluppo di infrastrutture, borse di studio e opportunità per i giovani atleti.

L’impegno di Commisso nei confronti dell’università non si esaurisce con la fine degli studi. Nel 2013 la Columbia University decide di intitolargli lo stadio del Baker Athletics Complex, un riconoscimento che testimonia l’importanza del suo contributo sia come ex atleta sia come benefattore. Per Commisso questo gesto rappresenta, secondo quanto riportato da fonti universitarie, una forma di ringraziamento verso il Paese che gli aveva offerto una possibilità di riscatto attraverso l’istruzione e lo sport. Il passaggio al calcio professionistico, sia pure non sul campo ma nei ruoli dirigenziali, avviene in maniera naturale. Nel 2017 acquisisce il New York Cosmos, storico club del soccer statunitense, e ne assume la presidenza. Con il suo ingresso, la società cerca di rilanciare un marchio che aveva avuto grande visibilità negli anni Settanta e Ottanta. Commisso mantiene il controllo del club fino al 2025, quando cede la quota di maggioranza ma conserva una partecipazione, continuando così a essere legato al progetto sportivo.

Il progetto Fiorentina e l’arrivo a Firenze

Nel giugno 2019 si compie un nuovo capitolo della storia di Rocco Commisso: l’acquisto della Fiorentina. Il suo arrivo a Firenze è caratterizzato da un approccio diretto, sintetizzato dalla frase con cui si presenta alla città e alla stampa: “Chiamatemi Rocco”. Questa espressione, più volte ripresa dai media, intende marcare un rapporto immediato e informale con l’ambiente, pur all’interno di una gestione che si annuncia ambiziosa dal punto di vista sportivo e infrastrutturale. Nei sette anni di presidenza, Commisso guida la Fiorentina attraverso una fase di transizione e ricostruzione. La squadra raggiunge tre finali: due di UEFA Europa Conference League e una di Coppa Italia. Pur non trasformandosi sempre in trofei, questi risultati riportano la società ai vertici delle competizioni europee e nazionali dopo stagioni complesse. Parallelamente, la dirigenza investe sul rafforzamento della rosa, sulla crescita del settore giovanile e sulla riorganizzazione della struttura societaria.

Il rapporto con la tifoseria viola si sviluppa in modo intenso, talvolta segnato da momenti di forte consenso e, in altre occasioni, da critiche e contestazioni. Commisso si distingue per uno stile comunicativo frontale, con frequenti dichiarazioni pubbliche e interviste in cui difende le scelte della società e richiama la necessità di equilibrio tra risultati sportivi e sostenibilità economica. Fra i temi ricorrenti nelle sue uscite mediatiche figurano il rispetto del fair play finanziario, la gestione degli stadi in Italia e il confronto con i modelli di business dei principali campionati europei. Al di là dei risultati sportivi, uno dei lasciti più significativi del suo mandato è rappresentato dall’avvio e dal completamento del Viola Park, un centro sportivo considerato tra i più moderni del panorama calcistico italiano. Inaugurato nel 2023, il complesso è progettato per ospitare le attività della prima squadra, del settore giovanile e della formazione femminile, con campi di allenamento, strutture mediche, aree dedicate alla preparazione atletica e spazi per lo sviluppo delle attività del club.

Il Viola Park e l’eredità infrastrutturale lasciata a Firenze

Il Viola Park rappresenta, per molti osservatori, il simbolo più tangibile del passaggio di Rocco Commisso a Firenze. Il centro sportivo nasce con l’obiettivo di dotare la Fiorentina di una casa moderna e funzionale, allineata agli standard dei principali club europei. Secondo quanto evidenziato dalla società al momento dell’inaugurazione, il complesso si estende su un’area molto ampia e comprende numerosi campi da gioco, uffici, palestre, spazi di recupero fisico, foresterie per i giovani e aree dedicate al settore femminile. La realizzazione del Viola Park è il risultato di un investimento economico rilevante, sostenuto in larga parte direttamente da Commisso. Il progetto è stato oggetto di un iter autorizzativo articolato, che ha coinvolto enti locali, istituzioni sportive e realtà del territorio. La decisione di puntare con decisione su questa infrastruttura viene indicata dalla società come una scelta strategica per il futuro del club, sia dal punto di vista tecnico sia in termini di attrattività per giocatori, staff e sponsor.

Nel comunicato diffuso dopo la sua scomparsa, la Fiorentina ha sottolineato che il Viola Park “vivrà per sempre”, mettendo in luce il valore simbolico di questa struttura. La scelta di intitolare il centro sportivo a Rocco Commisso consolida ulteriormente il legame tra il presidente e la città. L’impianto è destinato a ospitare generazioni di calciatori e calciatrici, diventando un punto di riferimento per la formazione e la crescita del settore giovanile viola. In questo contesto, l’eredità di Commisso viene misurata non solo attraverso i risultati immediati ottenuti sul campo, ma anche tramite la capacità di lasciare un’infrastruttura destinata a incidere sul futuro del club. Il contributo alla modernizzazione delle strutture sportive fiorentine entra così a far parte del bilancio complessivo della sua gestione, che sarà oggetto di analisi e valutazioni anche negli anni a venire.

Filantropia, borse di studio e sostegno ai giovani

Un aspetto centrale della biografia di Rocco Commisso riguarda il suo impegno nel campo della filantropia, in particolare a favore dei giovani e dell’istruzione. Nel corso della sua vita, Commisso ha finanziato migliaia di borse di studio, rivolte a studenti meritevoli e a comunità in difficoltà economiche. Gran parte di queste iniziative è stata promossa attraverso programmi interni a Mediacom e tramite fondi dedicati. Tra i progetti più rilevanti figura il Rocco B. Commisso American Dream Fund, un fondo creato per sostenere studenti e giovani talenti che, come lui, cercano di costruire un percorso di crescita personale e professionale partendo da condizioni non sempre favorevoli. Accanto a questo strumento, Commisso ha finanziato borse annuali presso la Columbia University e ha aderito a iniziative di carattere commemorativo e sociale, come i fondi istituiti in ricordo delle vittime dell’11 settembre.

Una parte significativa del suo impegno si è concentrata anche sulle scuole del Bronx, quartiere in cui aveva vissuto dopo il suo arrivo negli Stati Uniti. Attraverso donazioni, programmi educativi e sostegno diretto a istituti scolastici e associazioni locali, Commisso ha contribuito a migliorare le opportunità di studio e di inserimento nel mondo del lavoro per molti giovani. Secondo le testimonianze raccolte nel corso degli anni, il suo intervento è stato spesso contraddistinto da un approccio pratico, orientato ai risultati concreti più che alla visibilità mediatica.

Un percorso tra Italia e Stati Uniti e il ricordo dopo la scomparsa

La storia di Rocco Commisso si sviluppa lungo un asse ideale che unisce la Calabria, gli Stati Uniti e Firenze. Figlio di emigrati, studente e atleta universitario, imprenditore affermato, presidente di club calcistici e filantropo, Commisso ha attraversato mondi diversi mantenendo saldi alcuni riferimenti: il legame con le proprie origini, l’importanza dell’istruzione e il valore attribuito allo sport come strumento di crescita. Dopo la sua morte, il ricordo di Commisso si articola lungo più dimensioni. Negli Stati Uniti viene ricordato come una delle storie più significative dell’imprenditoria italo-americana, un esempio di come l’integrazione possa generare risultati di grande rilievo economico e sociale. In Italia, e in particolare a Firenze, il suo nome resta legato al percorso della Fiorentina negli anni recenti, ai dibattiti sul calcio moderno, alle discussioni sugli stadi e alla realizzazione del Viola Park.

In Calabria, la notizia della sua scomparsa riporta l’attenzione sulle vicende migratorie che hanno caratterizzato il dopoguerra e su quanti, come lui, hanno lasciato il proprio paese di origine per cercare un futuro altrove. La figura di Commisso viene spesso richiamata come esempio di chi ha saputo costruire una carriera internazionale senza dimenticare le proprie radici, mantenendo nel tempo rapporti con la comunità di provenienza. Nel comunicato in cui la Fiorentina annuncia la sua morte, si legge che il Viola Park “vivrà per sempre”. Questa espressione sintetizza uno dei criteri con cui può essere valutata una vita pubblica: ciò che resta dopo. Nel caso di Rocco Commisso, restano un gruppo industriale consolidato, investimenti in infrastrutture sportive, numerose borse di studio e iniziative a favore dei giovani, oltre al ricordo di un presidente che ha lasciato un segno nel calcio italiano e nel mondo delle telecomunicazioni americane.

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