Il ricordo della redazione di Quarto Grado
La redazione di Quarto Grado ha ricordato Sterpin con un messaggio diffuso pubblicamente. Nel testo si ripercorrono alcuni aspetti della sua vita personale e delle sue attività, oltre all’impegno nel chiedere chiarimenti sul caso Resinovich: “Lo abbiamo conosciuto e raccontato in tante sfumature della sua vita. Con la divisa da bersagliere – “bersaglieri una volta, bersaglieri per sempre”, aveva detto con orgoglio alla nostra Ilaria Mura. Con la maglia da maratoneta, protagonista e vincitore di gare importanti anche a livello internazionale. Con la divisa da autista, indossata per quarant’anni, sfoggiata persino con ironia al Tuffo delle Clanfe della scorsa estate. Lo abbiamo visto ballare, tuffarsi in mare a Capodanno, affrontare ogni sfida con energia e spirito combattivo. La stessa grinta con cui ha chiesto giustizia per Lilly, senza mai arretrare”.

Il profilo personale e professionale
Secondo quanto riportato nel ricordo televisivo, Sterpin era stato bersagliere, aveva praticato la corsa a livello competitivo e aveva lavorato come autista per quarant’anni. Negli ultimi mesi aveva continuato a intervenire pubblicamente sul caso Liliana Resinovich.
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Il caso Liliana Resinovich resta al centro dell’attenzione
La scomparsa e il ritrovamento del corpo di Liliana Resinovich hanno segnato la comunità di Trieste e mantenuto alta l’attenzione mediatica. La morte di Sterpin si inserisce in un contesto in cui il caso resta tra i più discussi degli ultimi anni.
Nel messaggio di saluto, la redazione ha aggiunto: “Lo ricorderemo così, caro Claudio: appassionato, determinato, leale. Alla sua famiglia va il nostro abbraccio più affettuoso”.
La figura di Sterpin è stata, per diversi anni, associata pubblicamente alla richiesta di chiarimenti sulla morte di Resinovich, tema su cui aveva continuato a intervenire fino agli ultimi mesi.