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“È nel bagno di casa Poggi”. Garlasco, prova choc: per Alberto Stasi cambia tutto

Alberto Stasi, imputato e poi condannato nel caso del delitto di Garlasco

Chiara Poggi e l’ipotesi della porta aperta: le parole del giudice

Tra i punti più dibattuti, Vitelli richiama l’argomento secondo cui Chiara Poggi non avrebbe aperto la porta a un estraneo. Nella sua ricostruzione, si tratta di una tesi non sufficientemente solida. Il magistrato afferma: “Chiara non poteva aprire solo al fidanzato Alberto. È una ricostruzione suggestiva, fondata sulle probabilità, su quello che è facilmente immaginabile. Ma non è così. A Garlasco c’erano altre persone che conoscevano Chiara. Che a Garlasco non ci fosse solo Stasi è emerso dalle indagini. Non fermiamoci alle ipotesi più facili da pensare, da immaginare. L’ipotesi del fidanzato era l’ipotesi più facile, ma non esclusiva”.

Il passaggio viene indicato come uno degli snodi interpretativi che, secondo Vitelli, avrebbero dovuto portare a verifiche più estese sin dalle prime ore dopo l’omicidio.

Il “ragionevole dubbio” e le carenze istruttorie iniziali

Vitelli parla anche di “carenze istruttorie iniziali”, ritenute rilevanti per l’intero sviluppo del procedimento. Nella sua analisi, l’attenzione concentrata sulla posizione di Stasi avrebbe condizionato la ricerca di riscontri e l’esame di alternative. In questo quadro, assume rilievo il principio del ragionevole dubbio, richiamato come elemento determinante nella decisione di assoluzione nella fase iniziale del processo.

Nel libro, inoltre, viene descritto il contesto mediatico che accompagnò le udienze, con un forte interesse dell’opinione pubblica. Vitelli riferisce il peso istituzionale e personale di una sentenza maturata in un clima di attenzione nazionale.

Nuovi approfondimenti e dubbi ancora richiamati da Vitelli

Con il trascorrere degli anni, ulteriori accertamenti e nuove verifiche hanno continuato a riaprire il dibattito sul caso Garlasco. La Procura di Pavia, come ricordato nella ricostruzione, è tornata ad analizzare elementi e piste, alimentando un confronto che ciclicamente riemerge.

Secondo Vitelli, i motivi di incertezza che lo avevano portato alla prima assoluzione restano “tutti”. Tra questi, viene evidenziata l’assenza di tracce di sangue nel lavandino del bagno di casa Poggi, elemento che, nella sua lettura, non sarebbe stato valorizzato in modo adeguato nella fase iniziale.

Il dispenser del sapone e il dettaglio citato nel libro

Nella parte conclusiva della sua analisi, Vitelli richiama un ulteriore elemento materiale: “Un dubbio molto forte sul dispenser del sapone liquido nel bagno di casa Poggi”. Il riferimento riguarda l’assenza di evidenze ematiche e la presenza di un’impronta compatibile, secondo quanto riportato, con una normale serata domestica trascorsa tra una pizza e lo studio della tesi.

Per Vitelli, si tratta di un dettaglio che, nel complesso degli atti e degli accertamenti, assume valore nella discussione sui ragionevoli dubbi che continuano a essere associati al delitto di Garlasco.

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