La posizione della famiglia Poggi e la responsabilità di Alberto Stasi
La situazione descritta nell’intercettazione appare distante dall’attuale linea della famiglia Poggi, che continua a sostenere senza variazioni la responsabilità di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. Negli sviluppi più recenti, tale posizione risulta accompagnata da iniziative e attività tecniche orientate a consolidare quanto già stabilito nelle sentenze.
In questo contesto, nuove consulenze di parte hanno riproposto temi già affrontati nei procedimenti, con l’obiettivo di verificare aspetti specifici legati alla scena del delitto e alle ricostruzioni dei movimenti all’interno dell’abitazione.

Consulenza tecnica: scena del crimine, tracce di sangue e “camminata” nella villetta
Tra i punti ripresi nelle analisi più recenti rientra una terza consulenza tecnica commissionata nell’arco di poche settimane, con focus sulla scena del crimine e su un dettaglio considerato centrale: il passaggio di Stasi nella villetta di via Pascoli.
Secondo quanto indicato dai consulenti della famiglia Poggi, Stasi non avrebbe potuto evitare la traccia di sangue presente sul cosiddetto “gradino zero”, in prossimità della porta che conduce al seminterrato dove venne rinvenuto il corpo. Le nuove simulazioni digitali, basate sulla sovrapposizione delle immagini delle macchie ematiche con i movimenti attribuiti a Stasi, mettono in discussione l’ipotesi della cosiddetta “camminata pulita” ritenuta possibile in perizie del 2009.
Nella ricostruzione richiamata, viene sostenuto che le scarpe non sarebbero potute risultare prive di tracce. Tuttavia, viene anche ricordato che, il 13 agosto 2007, almeno due Carabinieri entrati nella villetta risultarono senza evidenze ematiche sulle calzature, elemento citato come dato già emerso nel corso degli accertamenti.

Indagine su Andrea Sempio, Procura di Pavia e attesa per la relazione Cattaneo
Nel quadro più ampio, viene indicato che l’attenzione delle consulenze della famiglia Poggi non appare indirizzata a rafforzare l’indagine su Andrea Sempio, che risulta formalmente indagato, ma a consolidare la posizione su Stasi in relazione a eventuali ipotesi di revisione del processo.
Tra gli elementi richiamati figurano anche analisi informatiche sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi, secondo cui la sera precedente al delitto la ragazza avrebbe visualizzato per pochi secondi l’anteprima di una foto in una cartella contenente materiale pornografico adulto del fidanzato.
Per quanto riguarda Sempio, la Procura di Pavia è in attesa di una relazione super partes della dottoressa Cristina Cattaneo, prima di assumere una decisione tra archiviazione e richiesta di rinvio a giudizio. Nel frattempo, resta il dato che Stasi è stato condannato e sta scontando la pena: per lo stesso fatto non potrà essere sottoposto a un nuovo giudizio.
In questa cornice, tra condanne definitive e accertamenti ancora oggetto di discussione tecnica, il giallo di Garlasco continua a restare una vicenda seguita e complessa sul piano giudiziario.