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“È soltanto una puntura d’insetto”. Invece la diagnosi è spaventosa: dramma in Italia, da brividi

Ospedale e caso di presunta diagnosi errata a Trento

La vicenda riguarda Enrico Facchinelli, operaio di 52 anni residente a Lavis, in provincia di Trento. Secondo quanto ricostruito, tre anni fa un dolore improvviso accompagnato da gonfiore alla caviglia lo ha portato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara, dove si era recato per ottenere un accertamento e una diagnosi.

In quella circostanza, la caviglia violacea e dolorante sarebbe stata valutata come conseguenza di una puntura d’insetto. L’uomo è rientrato a casa e, nei mesi successivi, avrebbe continuato a convivere con il dolore, proseguendo l’attività in cantiere e la vita familiare. Nel testo originale era presente un collegamento interno, rimosso come da indicazioni.

Ingresso di un ospedale, riferimento alla struttura sanitaria coinvolta

La diagnosi di policitemia vera Jak 2 positiva

La diagnosi sarebbe arrivata solo sei mesi più tardi, a febbraio 2024, dopo la visita da un nuovo specialista e ulteriori accertamenti. Facchinelli avrebbe ricevuto una comunicazione clinica indicata come policitemia vera Jak 2 positiva, una rara forma di neoplasia del sangue legata al midollo osseo.

Secondo quanto riportato dal Corriere del Trentino, già nel 2023 alcuni valori dell’emocromo risulterebbero superiori alla norma, elementi che, sempre secondo la ricostruzione, avrebbero potuto indirizzare prima gli approfondimenti.

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Il mandato legale e le dichiarazioni dell’avvocato

A seguire il caso è l’avvocato Stefano Tomaselli. In relazione ai prossimi passaggi, il legale ha dichiarato: «Faremo una perizia prima di avviare la causa, come abbiamo già comunicato all’Asuit», evidenziando la necessità di valutare eventuali profili di responsabilità sanitaria.

La condizione dell’uomo, secondo quanto riferito, ha comportato il riconoscimento di un’invalidità al 67% e l’accesso ai benefici della legge 104.

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