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“È stato proprio lui”. Chi ha pagato la cauzione di Jacques Moretti non è più un mistero: svelata l’identità, chi è

La strage di Crans-Montana resta al centro dell’attenzione pubblica e delle indagini, mentre continuano a emergere elementi legati non solo alla notte dell’incendio nel locale Constellation, ma anche agli sviluppi successivi sul piano giudiziario. Tra questi, ha avuto particolare rilievo la vicenda della cauzione che ha consentito la scarcerazione di uno dei principali indagati.

Nel corso delle settimane, il caso è stato segnato da passaggi procedurali che hanno alimentato domande sull’origine delle somme versate e sulle relazioni tra le persone coinvolte. Ora, secondo quanto riportato dal quotidiano svizzero Blick, l’identità di chi avrebbe pagato la cauzione per Jacques Moretti sarebbe stata chiarita.

Jacques Moretti, immagine di archivio

Crans-Montana, chi ha pagato la cauzione di Jacques Moretti

Secondo Blick, la persona che avrebbe coperto la cauzione per Jacques Moretti sarebbe un erede di una famiglia di orologiai, indicata dal giornale come una delle più facoltose del settore in Svizzera. In una prima fase, la provenienza del denaro non era stata resa nota e, stando alle ricostruzioni circolate sui media, i 200.000 franchi sarebbero stati versati da un “amico anonimo”.

Jessica Moretti

Cauzione Jacques Moretti: importi e verifiche sull’origine dei fondi

Oltre alla somma iniziale, altri 200.000 franchi sarebbero stati depositati a nome di Jessica Moretti, sempre dalla stessa persona. In precedenza, alcune ricostruzioni avevano indicato la possibile riconducibilità a un milionario di Ginevra con un conto a Dubai.

Il tribunale, in merito, aveva riferito esclusivamente che erano state svolte verifiche su “l’origine dei fondi e la natura del rapporto tra l’imputato e la persona che ha versato tale importo, un suo caro amico”.

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“Amico anonimo”: contatti documentati e rapporti con Moretti

Stando a quanto riportato da Blick, l’amico anonimo citato nelle prime informazioni sarebbe dunque il rampollo di orologiai indicato dal quotidiano. Il giornale parla di contatti pubblicamente documentati tra l’uomo e Jacques Moretti.

La stessa fonte riferisce inoltre che, oltre al comparto orologiero, l’erede sarebbe attivo in altri ambiti economici, tra cui società immobiliari nel Canton Vaud e nel Vallese. In questo contesto, Moretti avrebbe acquistato da lui una proprietà, senza che il prezzo di compravendita risulti noto al pubblico.

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