Scontro nel Pd, l’attacco di Emanuele Fiano
A innescare la polemica più aspra è stato Emanuele Fiano, esponente del Partito Democratico e di Sinistra per Israele, che ha criticato duramente la posizione della sezione milanese del suo stesso partito. In un lungo post social, riportato da Libero Quotidiano, Fiano ha attaccato frontalmente la proposta, contestando la logica dell’interruzione dei rapporti istituzionali.
“Il Pd di Milano chiede nuovamente di sospendere il gemellaggio di Milano con Tel Aviv. Vedo che appoggiano questa richiesta portata in Aula in Consiglio Comunale dalla capogruppo Beatrice Uguccioni anche Pierfrancesco Majorino e ovviamente il segretario metropolitano Capelli. Bravi, complimenti, vi siete messi il cuore in pace così. È veramente difficile se non impossibile rimanere in un partito così”, scrive Fiano in un lungo post sui social.
Nel suo intervento, l’esponente dem ha poi ampliato la critica, contestando quella che definisce una visione semplificata della realtà mediorientale. “Voi interrompete il legame con tutta Tel Aviv, anche quella che lavora senza tregua per la pace e contro la guerra da sempre – aggiunge Fiano ricordando le proteste in Israele contro la guerra e il premier Netanyahu -. È un’idea geniale, di alta politica, utilissima alla pace. È un classico della semplificazione manichea, da una parte sta solo il male, dall’altra il bene. E con la prima parte bisogna recidere ogni rapporto. Come non averci pensato prima?”.
Il dibattito politico nel centrosinistra
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione delle posizioni del centrosinistra italiano sui conflitti internazionali e sul rapporto con Israele. Fiano, nel suo intervento, richiama anche un passato politico diverso, segnato da una maggiore apertura al confronto diretto e al dialogo tra parti opposte.
“Mi pare evidente – prosegue – che sia un grande contributo alla pace, nel giorno in cui 600 cattedratici israeliani denunciano, firmandosi, la violenza dei coloni che vogliono cacciare i palestinesi dalla Cisgiordania in barba a qualsiasi diritto nazionale e internazionale o anche a qualsiasi principio di umanità. Quando ho cominciato a frequentare il Pci milanese e poi il Pds – conclude Fiano – si organizzavano incontri con la sinistra israeliana e quella palestinese e addirittura viaggi in Israele e Palestina per capire, per conoscere, per studiare (parola ormai desueta) e per farsi protagonisti del dialogo. Mai visto niente del genere nel partito di oggi. Mai visto chiedere un contributo a chi questa storia terribile la frequenta da decenni, mai visto aprire una discussione”.
Il confronto interno al Partito Democratico si fa così sempre più acceso, tra chi spinge per gesti politici simbolici forti e chi, come Fiano, rivendica la centralità del dialogo e della complessità storica.