Sorveglianza sanitaria e quarantene precauzionali
Le verifiche non riguardano soltanto i due pazienti ricoverati.
Le autorità sanitarie hanno infatti avviato un’attività di monitoraggio su tutti coloro che avrebbero avuto contatti con il gruppo rientrato dall’Uganda. Tra le persone coinvolte nelle misure precauzionali figurerebbero familiari e altri contatti diretti. Secondo le informazioni emerse, nel gruppo sarebbe presente anche una bambina risultata positiva alla malaria.
L’obiettivo delle misure adottate è individuare tempestivamente qualsiasi eventuale evoluzione del quadro sanitario.

Cosa sta succedendo in Africa e perché l’attenzione è alta
L’allerta italiana si inserisce in un contesto internazionale già osservato con attenzione dalle autorità sanitarie.
Negli ultimi giorni l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un aumento dei casi legati al virus Bundibugyo, una forma di Ebola identificata nella Repubblica Democratica del Congo e successivamente collegata anche all’Uganda. L’OMS ha classificato l’evento come emergenza sanitaria internazionale, pur continuando a considerare molto basso il rischio per la popolazione europea.
Anche oggi l’Uganda ha confermato nuovi casi collegati al focolaio in corso.
Il Ministero: “Rischio molto basso in Italia”
Nonostante l’attivazione dei protocolli di massima sicurezza, il Ministero della Salute ha precisato che non esistono al momento elementi per parlare di un’emergenza nel territorio italiano.
Le procedure previste per sospetti casi infettivi ad alto rischio sono state attivate in modo preventivo proprio per consentire una gestione rapida e controllata della situazione. Gli esiti degli esami diagnostici sono attesi nelle prossime ore e serviranno a chiarire definitivamente la natura dei sintomi riscontrati nei due pazienti.