L’aggressione iniziata sul divano: un dettaglio inedito
Un altro elemento emerso riguarda il luogo dell’aggressione. Secondo quanto riferito dall’avvocato Antonio De Rensis durante una trasmissione su Rai 3, sarebbero state trovate macchie di sangue sul divano della casa.
Questo dettaglio apre a una nuova ipotesi: l’aggressione potrebbe essere iniziata proprio lì, per poi proseguire in più fasi tra il piano terra e le scale della villetta di via Pascoli. Una dinamica del genere implica un’azione più lunga e articolata rispetto a quella ipotizzata nei processi precedenti. Non più un attacco improvviso e rapido, ma una sequenza di eventi distribuiti nel tempo e nello spazio.
Questo elemento si scontra con la ricostruzione secondo cui l’omicidio, la pulizia della scena e il ritorno a casa sarebbero avvenuti in un arco temporale molto ristretto.

L’arma del delitto: una o più armi?
Altro punto centrale riguarda l’arma utilizzata. Le nuove analisi suggeriscono che le ferite riportate da Chiara Poggi potrebbero essere compatibili con più strumenti. Si parla in particolare di un oggetto contundente, simile a un martello, ma non si esclude la presenza di una seconda arma. Già nel 2007 il medico legale aveva ipotizzato la possibilità di due strumenti diversi o di un unico oggetto utilizzato in modi differenti.
Alcuni esperti ritengono plausibile che un martello da muratore possa aver causato lesioni differenti a seconda della parte utilizzata: la superficie battente, lo spigolo o la parte più sottile. Altri, invece, sostengono che tutte le ferite possano essere ricondotte a un’unica arma “complessa”, capace di produrre tipologie diverse di traumi. Questa incertezza lascia aperta anche un’altra ipotesi: quella della presenza di più aggressori.
L’alibi di Andrea Sempio sotto la lente
Le nuove indagini si concentrano anche sull’alibi di Andrea Sempio. Gli inquirenti della Procura di Pavia stanno analizzando alcuni elementi, tra cui uno scontrino di parcheggio che lo collocherebbe lontano dalla scena del crimine.
Al centro dell’attenzione ci sarebbero anche alcuni sms tra la madre di Sempio e un vigile del fuoco di Vigevano, che potrebbero suggerire un incontro proprio nella mattina del delitto.
Non si esclude che, prima della chiusura delle indagini, vengano ascoltate anche nuove testimonianze, comprese quelle di persone già coinvolte in passato.
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Impronte, graffi e nuovi dubbi investigativi
Tra gli elementi più discussi tornano anche le impronte e i presunti segni sulle braccia. Alcuni consulenti mettono in dubbio la certezza assoluta sulla misura dell’impronta trovata sulla scena del crimine, sottolineando come vari fattori – tra cui peso, camminata e stato del sangue – possano alterarne la lettura.
Allo stesso tempo, si torna a parlare dei presunti graffi osservati su Alberto Stasi, poi ridimensionati durante il processo. Parallelamente, alcune ricostruzioni hanno acceso l’attenzione anche sull’abbigliamento di Andrea Sempio il giorno del delitto, ma su questo punto non emergono elementi considerati decisivi.
Il risultato è un quadro complesso, in cui ogni dettaglio viene riesaminato alla luce delle nuove tecnologie e delle diverse interpretazioni forensi.