Sanremo 2026, cosa c’era sulla giacca di Ermal Meta
Oltre alla performance, l’attenzione si è concentrata su un dettaglio del suo abbigliamento. Sul bavero della giacca era visibile la parola “Amal”, termine arabo che significa “speranza”, indicato come un riferimento simbolico ai bambini vittime dei conflitti.
La scelta ha generato reazioni diverse: per alcuni si è trattato di un messaggio forte e necessario, mentre altri hanno ritenuto il tema troppo delicato per un contesto come quello di una competizione musicale in prima serata.

Le reazioni e il voto di Repubblica alla performance
Tra le valutazioni più positive, la Repubblica ha assegnato un otto all’esibizione, collocandola tra i voti più alti della prima serata. Il dibattito si è sviluppato soprattutto attorno all’opportunità di portare un tema di attualità così complesso sul palco dell’Ariston, tra chi ha apprezzato il coraggio della scelta e chi, al contrario, ha criticato l’inserimento di argomenti considerati non adatti alla gara canora.

#Sanremo2026, la scritta “Amal” sulla giacca di Ermal Meta perché ha voluto far cucire sui suoi abiti questi nomi di bambine palestinesi, scritti di suo pugno. Ogni sera un nome diverso. Bimbe senza nome, come quella di Stella Stellina, o bimbe con tutti i nomi del mondo pic.twitter.com/7SpC3Bd6zP
— Bianca Chiriatti 🎙 (@BiancaBerry88) February 24, 2026
In ogni caso, con “Stella stellina” Ermal Meta ha portato al centro della scena un contenuto legato alla contemporaneità, evidenziando come il Festival di Sanremo 2026 possa ospitare, oltre allo spettacolo, anche narrazioni legate all’attualità.