La tracheostomia e le difficoltà respiratorie
La scorsa settimana i sanitari dell’Irccs romano hanno eseguito una tracheostomia percutanea. La procedura si è resa necessaria per affrontare le persistenti difficoltà respiratorie del critico d’arte.
Nel secondo bollettino medico ufficiale, diffuso venerdì 9 ottobre, l’istituto aveva spiegato che l’intervento era stato deciso a causa della «attuale non svezzabilità dal supporto ventilatorio, nonostante il miglioramento del quadro polmonare e della microembolia polmonare occorsa».
Il decorso clinico di Vittorio Sgarbi
Il lavoro dell’équipe del Policlinico Gemelli è orientato a favorire il recupero della funzionalità polmonare. Parallelamente, prosegue il trattamento farmacologico finalizzato a stabilizzare le complicanze associate alla microembolia polmonare rilevata nel corso degli accertamenti.
Il miglioramento del quadro polmonare rappresenta un elemento registrato dai medici, ma non ha ancora consentito di interrompere il sostegno ventilatorio. È questo il principale aspetto che continua a rendere prudente la valutazione complessiva delle condizioni di Vittorio Sgarbi.
Quadro stabile ma ancora sotto stretta osservazione
La situazione clinica dell’ex esponente di governo rimane quindi stabile, secondo le informazioni disponibili, ma richiede massima cautela. Il monitoraggio in Terapia Intensiva prosegue senza interruzioni e ogni valutazione dipenderà dall’evoluzione della risposta alle terapie.
Per ora, il dato confermato riguarda la permanenza di Vittorio Sgarbi al Gemelli, in un quadro ancora delicato e seguito con attenzione dai medici. Non sono state diffuse ulteriori comunicazioni ufficiali sul possibile sviluppo del decorso clinico.
