
La consegna ai carabinieri e l’identità del presunto responsabile
La svolta è arrivata quando Ciardiello ha deciso di presentarsi alle forze dell’ordine. Con la consegna ai carabinieri, l’uomo che per giorni era stato indicato soltanto con l’espressione di “cecchino di Prati” ha assunto un nome e un volto, aprendo una nuova fase di accertamenti sulla sequenza degli spari.
Secondo quanto emerso, l’episodio più grave si sarebbe verificato lunedì pomeriggio. Ciardiello avrebbe utilizzato una carabina ad aria compressa contro donne che passavano davanti al palazzo in cui vive. Cristina Stillitano è stata colpita al braccio ed è stata ricoverata in ospedale.
Il ferimento ha dato una misura concreta delle conseguenze di quanto accaduto. Gli spari, inizialmente percepiti come episodi difficili da interpretare, hanno posto al centro dell’attenzione la sicurezza di chi percorreva quella strada e la necessità di ricostruire con precisione tempi, modalità e possibili altri casi collegati.
Gli investigatori dovranno ora verificare ogni elemento utile: dalla provenienza dei colpi al tipo di arma impiegata, fino al numero delle persone eventualmente prese di mira. Gli accertamenti serviranno inoltre a definire il quadro complessivo della vicenda e le responsabilità dell’uomo che si è costituito.
La sorpresa della donna ferita
La notizia dell’identità di Ciardiello ha colpito in modo particolare Cristina Stillitano, ancora ricoverata dopo essere stata raggiunta al braccio. La donna ha spiegato di non conoscere il cinquantenne e ha raccontato che, nel quartiere, i sospetti si erano concentrati su una persona diversa.
«Non si tratta dell’uomo di cui sospettavamo tutti nel quartiere, lui neanche lo conosco. Non so chi sia», ha raccontato.
Le sue parole restituiscono il clima di incertezza che aveva accompagnato i giorni precedenti alla svolta. In assenza di un responsabile identificato, i residenti avevano provato a dare un volto a chi poteva trovarsi dietro i colpi. Tuttavia, la persona che si è presentata ai carabinieri non corrispondeva al sospetto diffuso nella zona.
Proprio questo aspetto ha aumentato lo sconcerto: il presunto autore degli spari abitava a poca distanza dal luogo in cui una delle vittime è stata ferita. Un dettaglio che, secondo quanto riferito, non era stato collegato agli episodi fino alla sua ammissione.
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