Perché il nuovo El Niño può aumentare gli eventi estremi
La Wmo ritiene che il nuovo episodio di El Niño si sia consolidato e possa raggiungere un’intensità molto elevata nei prossimi mesi. Alla base della preoccupazione ci sono le temperature insolitamente alte rilevate nel Pacifico tropicale.
Un fenomeno particolarmente intenso può modificare la distribuzione di piogge e temperature in numerose zone del mondo. In questo quadro, aumenta il rischio di eventi meteorologici estremi, anche se l’evoluzione locale resta condizionata da molteplici fattori.
Tra gli scenari monitorati figurano ondate di calore, siccità persistente e inondazioni. Le ricadute potrebbero riguardare le disponibilità idriche, gli ecosistemi e le produzioni agricole, già esposte agli effetti delle temperature elevate.
El Niño in Europa e Italia: quali effetti sul clima
Il legame tra El Niño ed Europa appare più articolato rispetto a quello osservato nelle fasce tropicali o nelle regioni direttamente influenzate dal Pacifico. Sul continente, l’impatto del fenomeno risulta meno immediato e non consente di attribuire con certezza a El Niño una specifica alluvione, una fase siccitosa o un’ondata di caldo.
Al momento, tuttavia, l’Europa continua a registrare temperature elevate. Anche in Italia il caldo resta protagonista, con punte che in diverse aree arrivano a 37 gradi e condizioni che, secondo le previsioni riportate, dovrebbero restare sostanzialmente stabili almeno fino al 9 settembre.
Agricoltura italiana, danni da caldo oltre 2 miliardi
L’agricoltura è tra i comparti più vulnerabili davanti alla persistenza delle alte temperature. Per la Cia-Agricoltori Italiani, i danni avrebbero già oltrepassato i 2 miliardi di euro, tra perdite produttive, calo delle rese e ore di lavoro rese più difficili dal caldo.
«Non è più sufficiente intervenire ogni volta sull’emergenza o limitarsi a misure in gran parte nazionali o regionali – sottolinea la Confederazione –. Serve una strategia europea vera e propria, più lungimirante».
Il possibile sviluppo di un El Niño intenso si colloca dunque in una fase già segnata dal riscaldamento globale e da valori termici elevati. Pur trattandosi di un fenomeno ciclico naturale, la sua sovrapposizione con l’attuale scenario climatico resta un elemento da seguire con attenzione nei prossimi mesi.