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“Elezioni subito”. Governo nel caos, è successo di tutto

Il voto segreto e i numeri mancanti

La distanza tra favorevoli e contrari lascia emergere la presenza di voti non allineati all’interno della coalizione. Durante lo scrutinio segreto non è possibile ricostruire con certezza l’identità dei parlamentari che hanno scelto di non sostenere l’emendamento. Nella ricostruzione circolata dopo la votazione, sarebbero stati circa trenta i franchi tiratori della maggioranza che avrebbero contribuito all’affossamento della misura.

Il carattere riservato della procedura ha alimentato un confronto politico tra alleati, senza però offrire elementi ufficiali per attribuire singole responsabilità. Proprio per evitare di essere associati ai voti contrari, alcuni parlamentari entrati nel partito di Roberto Vannacci avrebbero registrato il momento della votazione. I filmati, secondo quanto riferito, sarebbero stati realizzati per documentare il voto espresso dai singoli esponenti coinvolti.

La bocciatura non riguarda l’intera riforma della legge elettorale, ma un emendamento specifico sulle preferenze. Resta tuttavia un passaggio rilevante nel percorso parlamentare, poiché certifica la mancata convergenza su una questione che aveva già diviso le forze del centrodestra. I prossimi sviluppi dipenderanno dalle scelte dei gruppi e da eventuali nuove proposte di mediazione.

Le reazioni di Giorgia Meloni e degli alleati

In serata è arrivata una nota ufficiale di Giorgia Meloni, che ha commentato l’esito del voto richiamando sia la posizione delle opposizioni sia le assenze di consenso nella maggioranza. La presidente del Consiglio ha chiesto una riflessione interna dopo il margine minimo con cui l’emendamento è stato respinto.

“Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude. Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione. L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci.

P.S. La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto.”

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, rimasto in Aula nel corso del pomeriggio, ha definito l’accaduto un possibile “incidente di percorso”, pur riconoscendo la necessità di approfondire quanto avvenuto. Per il leader di Forza Italia, la maggioranza deve proseguire nel proprio lavoro, senza collegare automaticamente il voto alla durata della legislatura.

«Che si sia trattato di un mero “incidente di percorso” è convinto Antonio Tajani, che per tutto il pomeriggio è rimasto in Aula a presidiare i lavori. Certo “non sarebbe dovuto accadere” e “bisognerà riflettere” ma “si va avanti”, ha assicurato, scacciando lo spettro di una fine anticipata della legislatura.»

Anche il ministro Francesco Lollobrigida ha ridimensionato la portata dell’episodio, definendolo una “cosa puntiforme” e non il segnale di un dissenso riconducibile a gruppi organizzati. Sul piano politico, tuttavia, il voto impone alla coalizione un chiarimento sulle modalità con cui affrontare i prossimi passaggi della riforma e sulle condizioni per raggiungere una posizione condivisa.

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