L’impatto con i cavi e l’incendio in volo
Secondo quanto visibile nelle immagini, l’autogiro stava procedendo a bassa quota quando l’elica ha colpito i cavi della teleferica. L’urto è stato seguito quasi subito da una fiammata: il velivolo è apparso avvolto dal fuoco prima di precipitare ai piedi della parete della diga.
La registrazione costituisce un elemento rilevante per gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente in Valle Antrona. Le immagini documentano infatti la fase finale del volo, ma la ricostruzione completa dovrà chiarire le condizioni nelle quali l’autogiro è arrivato in prossimità dei cavi e le manovre effettuate dal pilota.
L’ipotesi del banco di nuvole durante il volo
Muscinelli e Pagliarani erano partiti in mattinata dall’aviosuperficie di Megolo, a Pieve Vergonte, per un’escursione aerea nell’area montana. L’itinerario esatto e tutte le fasi del viaggio saranno ora oggetto delle verifiche degli investigatori incaricati di fare luce sulla tragedia.
La prima ricostruzione, ancora provvisoria, indica che l’autogiro avrebbe superato da poco il bacino artificiale prima di incontrare un banco di nuvole. In quel contesto il pilota avrebbe deciso di invertire il senso di marcia per rientrare, intercettando durante la manovra i cavi della teleferica.
Si tratta di un’ipotesi che dovrà essere verificata attraverso le testimonianze, le condizioni meteorologiche rilevate nell’area e gli elementi tecnici disponibili. Al momento non è stata indicata una causa definitiva dell’incidente, né sono state rese note conclusioni ufficiali sulle responsabilità.
Il racconto del sindaco di Antrona
Tra coloro che hanno assistito alla scena c’è il sindaco di Antrona, Franco Borsotti. Il primo cittadino ha riferito di aver visto il velivolo dalla finestra della propria abitazione, descrivendo la rapidità con cui si è verificato l’incidente: «Ho visto il velivolo volare molto basso e all’improvviso si è trasformato in una palla di fuoco».
Borsotti ha inoltre spiegato che i cavi della teleferica si trovano ad almeno cento metri dal terreno. La zona nella quale è avvenuto lo schianto è compresa nel parco naturale dell’Alta Valle di Antrona, un’area caratterizzata da laghi, dighe e rilievi che richiede particolare attenzione nelle attività di sorvolo.
Secondo quanto riferito dal sindaco, non risulterebbero richieste di autorizzazione per volare sopra l’area protetta. Anche questo aspetto rientra tra gli scenari che dovranno essere esaminati nel corso dell’inchiesta, insieme alla segnalazione degli ostacoli e alle regole applicabili al sorvolo della zona.
I soccorsi alla diga di Campliccioli
L’allarme è scattato immediatamente dopo il precipitazione dell’autogiro. Nell’area sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco del comando del Verbano-Cusio-Ossola, affiancate dall’elicottero Drago del reparto volo di Malpensa.
Alle operazioni hanno partecipato anche l’elisoccorso del 118 decollato da Borgosesia, i carabinieri, la Guardia di finanza e il Soccorso alpino della Guardia di finanza. La posizione impervia e l’altitudine del luogo hanno reso necessario l’impiego coordinato di più mezzi e squadre specializzate.
Per Muscinelli e Pagliarani non è stato possibile fare nulla. Nei pressi del lago Campliccioli si trovava anche Roberto, fratello di Muscinelli e marito di Pagliarani, che ha raggiunto il luogo dello schianto subito dopo l’accaduto.
L’inchiesta della Procura di Verbania
La Procura di Verbania ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. L’indagine è coordinata dal procuratore Alessandro Pepé e ha l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio la sequenza che ha portato all’urto contro i cavi e alla caduta del velivolo.
Gli accertamenti riguarderanno la rotta seguita dall’autogiro, la situazione meteo al momento del volo, l’eventuale inversione di direzione causata dal banco di nuvole e le condizioni operative dell’area sorvolata. Un altro elemento centrale sarà la verifica dell’eventuale autorizzazione necessaria per il passaggio nell’area naturale protetta.
Gli investigatori dovranno inoltre accertare se i cavi della teleferica fossero indicati correttamente sulle carte aeronautiche o sugli strumenti utilizzati dal pilota. Questo punto potrà contribuire a definire il quadro tecnico dell’incidente, senza anticipare valutazioni che spettano agli inquirenti.
Chi erano Alessandro Muscinelli e Antonella Pagliarani
Alessandro Angelo Muscinelli viveva a Premeno, sulle alture del Lago Maggiore. Ingegnere specializzato nel comparto automobilistico, svolgeva attività di formazione rivolta a venditori e responsabili di negozio, lavorando in Italia e anche all’estero.
Nel corso della sua attività aveva pubblicato diversi volumi dedicati all’uso consapevole della comunicazione. Il volo era una delle sue passioni principali: era un pilota amatoriale e appassionato di ultraleggeri, come emergeva anche dalle fotografie condivise sui suoi profili social.
Con lui viaggiava Antonella Pagliarani, 63 anni, compagna del fratello di Muscinelli. Erano partiti insieme per un volo sulle montagne dell’Alta Valle Antrona, ma il viaggio si è interrotto contro i cavi sospesi sopra la valle.
Il video realizzato dal turista, le testimonianze raccolte sul posto e le verifiche tecniche della Procura saranno ora fondamentali per chiarire la dinamica dell’incidente dell’autogiro in Valle Antrona. L’inchiesta dovrà stabilire con precisione come si siano susseguiti gli eventi nei minuti precedenti allo schianto.