
Quella che per anni è rimasta soprattutto una figura pubblica, legata a una delle riforme più discusse della storia recente, oggi si mostra in una versione più personale. Elsa Fornero, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ripercorre passaggi privati e professionali che finora aveva raccontato solo in parte.
Nel colloquio, l’ex ministra parla dell’adolescenza segnata da un rapporto complesso con il cibo, della chiamata improvvisa che la portò al governo e, a distanza di anni, affronta nuovamente la vicenda degli esodati, spiegando le ragioni che a suo dire contribuirono a generare l’errore legato alla Legge Fornero.

Intervista a Elsa Fornero: il racconto dell’adolescenza e il rapporto con il cibo
Fornero colloca l’inizio del proprio racconto negli anni della crescita, in un contesto familiare in cui lo studio aveva un ruolo centrale. «Ricordo che, durante l’adolescenza, osservavo la vita quotidiana scorrere dalla finestra della stanza in cui studiavo. Il tempo del gioco era finito».
In quel periodo, spiega, si affiancò anche una difficoltà più intima: «Con l’adolescenza arrivò il disagio. Erano gli anni in cui iniziò il mio rapporto difficile con il cibo. Allora non esisteva ancora la diagnosi di “anoressia”».
Nell’intervista viene riportato anche un episodio legato al medico del paese, che le rivolse un avvertimento diretto: «Ricordati, è meglio un asino sano di un dottore malato». Fornero precisa che la situazione si protrasse per alcuni anni, senza conseguenze estreme, e sintetizza l’esperienza con una frase che considera decisiva nel suo percorso: «Da allora, tutta la mia vita l’ho vissuta all’insegna della ricerca dell’equilibrio».
La chiamata di Mario Monti e l’ingresso al ministero: “Devi rispondermi entro le 11”
Il racconto passa poi al 15 novembre 2011. Fornero ricorda una telefonata che arrivò in un momento cruciale per il Paese. A contattarla, secondo quanto riferito nell’intervista, fu Mario Monti, con una richiesta urgente: «Confido che tu mi dica di sì, ma devi darmi la risposta entro le 11».
Prima di accettare, Fornero spiega di aver voluto confrontarsi con il marito, l’economista Mario Deaglio. La sua reazione viene riportata così: «Mi avvertì che la scelta avrebbe sconvolto la nostra vita ma che non avrei potuto rifiutare per senso di responsabilità».
Dopo l’ingresso negli ambienti istituzionali romani, Fornero racconta anche le difficoltà iniziali e la percezione che, secondo quanto riferisce, circolava su di lei: «una signora torinese poco esperta delle sottigliezze romane. Una visione paternalistica secondo la quale avrei dovuto “essere guidata”».
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