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Emergenza maltempo in Italia, la decisione è stata presa

Esondazioni dell’Aniene e danni alle strutture

Il comportamento del fiume Aniene rappresenta in queste ore uno degli elementi di maggiore criticità nell’area metropolitana di Roma. La portata eccezionale ha causato fenomeni di erosione spondale e cedimenti localizzati, con il rischio di coinvolgere infrastrutture viarie e opere di urbanizzazione primaria. In alcune frazioni sono state valutate misure di evacuazione precauzionale per nuclei familiari che vivono in prossimità degli argini, in modo da evitare situazioni di pericolo in caso di ulteriori innalzamenti del livello idrometrico. Tra i danni più significativi già accertati figura il crollo di una tensostruttura sportiva destinata al gioco del padel nel comune di Ciampino. La struttura, sottoposta allo stress combinato di vento e precipitazioni intense, ha ceduto improvvisamente. Secondo quanto riferito dalle autorità, all’interno erano presenti alcune persone che sono riuscite ad abbandonare l’impianto in tempo, evitando conseguenze più gravi. L’episodio mette in luce la vulnerabilità di coperture leggere e tensostrutture in presenza di condizioni meteorologiche estreme.

Le amministrazioni comunali interessate hanno attivato i Centri Operativi Comunali (COC) per coordinare gli interventi di soccorso, la verifica degli edifici e il controllo delle aree più esposte al rischio idrogeologico. Tecnici e geometri incaricati stanno effettuando sopralluoghi per accertare la stabilità delle strutture coinvolte, monitorare eventuali movimenti del terreno e individuare ulteriori punti di criticità. È stato inoltre predisposto un servizio di informazione dedicato ai residenti, con numeri di emergenza e canali di comunicazione costantemente operativi. In parallelo alle azioni di contenimento sui corsi d’acqua, prosegue il lavoro delle squadre addette alla pulizia di caditoie e al drenaggio delle strade allagate. L’obiettivo è favorire il più rapido deflusso possibile delle acque piovane e ridurre il rischio di nuovi accumuli nel caso in cui le precipitazioni dovessero proseguire con la stessa intensità. La situazione resta in ogni caso delicata, poiché i modelli previsionali indicano la possibilità di ulteriori episodi di pioggia intensa nelle prossime ore.

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Chiusura delle banchine del Tevere: misure di sicurezza nel centro storico

Nel cuore della Capitale, l’attenzione è puntata soprattutto sul fiume Tevere, che attraversa il centro storico di Roma lambendo monumenti, ponti storici e infrastrutture strategiche. L’accumulo delle acque provenienti dai bacini a monte e dagli affluenti in piena ha comportato un costante aumento del livello del fiume lungo il tratto urbano. Per prevenire incidenti e situazioni di rischio, il Comune di Roma ha adottato un provvedimento di chiusura totale degli accessi alle banchine. La misura, in vigore a partire dalla serata di domenica 4 gennaio, riguarda l’intero tratto cittadino del Tevere e interessa sia le rampe pedonali sia gli accessi carrabili utilizzati per attività commerciali, ricreative e turistiche. La decisione è stata presa sulla base delle indicazioni del Centro Funzionale Regionale, che ha segnalato la concreta possibilità di un ulteriore innalzamento dei livelli idrici nelle ore successive, con rischio di ondate di piena improvvise.

In una nota diffusa dalla Protezione Civile viene specificato che tutte le attività ricettive presenti sulle banchine, le manifestazioni temporanee programmate e i servizi di navigazione fluviale devono essere sospesi fino a nuovo ordine. La chiusura interessa, in particolare, ristoranti galleggianti, strutture temporanee per eventi, noleggio imbarcazioni turistiche e tour in battello. L’obiettivo è ridurre il più possibile la presenza di persone nelle aree potenzialmente esposte e facilitare le eventuali operazioni di soccorso in caso di emergenza. Il provvedimento di chiusura delle banchine del Tevere rappresenta una misura preventiva di carattere prudenziale, adottata in linea con i protocolli di gestione del rischio idraulico e con le procedure di emergenza previste per la città di Roma. Le autorità hanno invitato residenti e visitatori a evitare di stazionare nelle zone prospicienti il fiume, in particolare nelle ore serali e notturne, e a utilizzare percorsi alternativi per gli spostamenti a piedi o in bicicletta lungo il tracciato urbano.

Previsioni meteo e raccomandazioni per le prossime ore

I modelli previsionali indicano che la fase perturbata potrebbe proseguire ancora per alcune ore, con precipitazioni a tratti intense sul settore centro-settentrionale del Lazio e sul bacino del Tevere. Pur non essendo atteso, al momento, un peggioramento improvviso delle condizioni, la persistenza della pioggia mantiene elevato il rischio idrogeologico e idraulico, in particolare nelle aree già interessate da allagamenti, frane e smottamenti. Per la giornata dell’Epifania sono previsti nuovi rovesci e temporali sparsi, che potrebbero determinare ulteriori innalzamenti dei livelli dei corsi d’acqua e nuovi disagi alla circolazione. Le autorità invitano i cittadini a consultare con regolarità i canali ufficiali di informazione – siti istituzionali, profili social verificati e comunicati della Protezione Civile – per ricevere aggiornamenti in tempo reale su eventuali cambiamenti del livello di allerta, chiusure di strade, sospensioni di servizi e indicazioni comportamentali da seguire.

Tra le principali raccomandazioni diramate figurano l’evitare di sostare in prossimità di argini, ponti, sottopassi e corsi d’acqua in piena, il non tentare di attraversare tratti stradali allagati a piedi o con il proprio veicolo e il mettere in sicurezza oggetti e materiali che potrebbero essere trascinati via dall’acqua. Particolare attenzione viene richiesta a chi abita in pianterreni o seminterrati, invitato a verificare la funzionalità dei sistemi di drenaggio e a predisporre, se necessario, barriere mobili a protezione degli accessi. Il rientro a condizioni di normalità dipenderà dall’evoluzione del quadro meteorologico nelle prossime ore e nei prossimi giorni, nonché dalla capacità dei bacini fluviali di smaltire progressivamente le portate eccezionali registrate in questo inizio di 2026. Nel frattempo, il sistema di Protezione Civile rimane pienamente operativo, con squadre pronte a intervenire laddove si rendesse necessario un ulteriore sforzo per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio.

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