Epatite A prevenzione: vaccino, cottura e rischi reali
Il quadro che emerge è quello di un virus resistente e difficile da contenere senza comportamenti adeguati. I molluschi restano tra gli alimenti più pericolosi perché, come sottolinea Ivan Gentile, “Per loro natura i molluschi filtrano enormi quantità d’acqua”. Questo significa che possono concentrare il virus in quantità elevate: ingerirne anche uno solo contaminato equivale a esporsi a una carica virale significativa.
Un punto fondamentale riguarda la cottura: solo temperature elevate, almeno 100 gradi per diversi minuti, sono in grado di inattivare il virus. Il congelamento, invece, non è efficace. “Assolutamente no. Il virus resiste al congelamento”, chiarisce l’esperto.
Ma il vero elemento decisivo, spesso trascurato, è un altro. Non esistono cure specifiche. “No, per l’epatite A non abbiamo farmaci antivirali”, spiega Ivan Gentile. La gestione è solo di supporto e nei casi più gravi può rendersi necessario il ricovero.
L’unica arma realmente efficace resta quindi la prevenzione, a partire dal vaccino, considerato sicuro e raccomandato soprattutto per le categorie a rischio: operatori sanitari, addetti alla ristorazione, conviventi di persone infette e soggetti con patologie epatiche.
In un contesto in cui il virus continua a circolare anche prima della comparsa dei sintomi, il rischio si estende rapidamente all’ambito familiare e sociale. Ed è proprio questa capacità di diffusione silenziosa a rendere l’epidemia in corso a Napoli particolarmente insidiosa, trasformando un focolaio alimentare in un problema sanitario molto più ampio.