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“Era un commando di 20 persone con coltelli”. Violenza bestiale in Italia: cosa è successo

Strada di notte in una grande città italiana con luci e atmosfera tesa

Secondo le informazioni disponibili, durante un’attività politica legalmente annunciata, alcuni giovani sono stati circondati da un gruppo numeroso e organizzato. In pochi istanti una normale affissione di materiale informativo si sarebbe trasformata in un episodio di violenza che, per modalità e dinamiche, viene descritto come particolarmente allarmante. Gli inquirenti stanno ricostruendo quanto accaduto, mentre le prime denunce provenienti dal mondo politico parlano di un attacco pianificato.

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Manifesti politici affissi su un muro in una strada di Roma

Aggressione notturna a Roma durante l’affissione dei manifesti

L’episodio si è verificato a Roma, nel corso di un’azione di affissione di manifesti promossa da Gioventù Nazionale, movimento giovanile legato all’area di destra, in occasione della commemorazione della strage di Acca Larentia. Secondo la ricostruzione diffusa dal movimento, quattro giovani attivisti impegnati nell’affissione di un manifesto sarebbero stati affrontati da un gruppo composto da oltre venti persone. Le modalità descritte parlano di un’azione improvvisa e coordinata, indicata come una vera e propria aggressione squadrista, con i ragazzi colti di sorpresa e in netta inferiorità numerica.

L’evento si inseriva nel quadro delle iniziative che, ogni anno, ricordano i tre militanti del Fronte della Gioventù uccisi vicino alla sezione del Movimento Sociale Italiano di Acca Larentia, nel quartiere Tuscolano. Si tratta di una ricorrenza che, da decenni, richiama cortei, cerimonie e momenti di raccoglimento, ma anche polemiche e discussioni sul modo in cui la memoria di quegli anni viene gestita dallo spazio pubblico e dalla politica contemporanea.

L’iniziativa era collegata al ricordo dei fatti del 7 gennaio 1978, quando alcuni militanti del Fronte della Gioventù persero la vita vicino alla sezione del Movimento Sociale Italiano nel quartiere Tuscolano.

La denuncia di Gioventù Nazionale: “Commando armato e organizzato”

A portare all’attenzione dell’opinione pubblica quanto avvenuto è stato Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale. Nella sua denuncia ha parlato di un commando armato di coltelli, dotato anche di radio per comunicare, elementi che – se confermati – delineerebbero un quadro di particolare gravità e premeditazione.

Secondo Todde, i militanti stavano svolgendo un’attività autorizzata e non provocatoria, legata esclusivamente alla memoria delle vittime di Acca Larentia. L’attacco, a suo dire, avrebbe avuto l’obiettivo di impedire simbolicamente e materialmente la presenza del movimento sul territorio.

Le dichiarazioni sono ora al vaglio delle forze dell’ordine, che stanno verificando l’effettiva presenza di armi da taglio e l’esistenza di un coordinamento tra gli aggressori.

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