
Nel 2026 le nuove attività della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi registrano un passaggio formale rilevante: ad Andrea Sempio è stato notificato un invito a comparire nell’ambito di un procedimento in cui viene contestato l’omicidio volontario aggravato da crudeltà e motivi abietti. La ricostruzione indicata dagli inquirenti si fonda, secondo quanto riferito, su analisi medico-legali non precedentemente utilizzate e su una rivalutazione delle tracce ematiche. In questo contesto, la Procura Generale di Milano starebbe valutando un’eventuale istanza di revisione del processo.
Parallelamente, Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi e detenuto presso il carcere di Bollate, sta usufruendo del regime di semilibertà. L’uomo esce ogni mattina per recarsi al lavoro, dove svolge mansioni da contabile presso uno studio professionale. Le sue uscite dal penitenziario sono state riprese da TgCom24.

Semilibertà per Alberto Stasi: cosa prevede la misura
La semilibertà rientra tra le misure alternative alla detenzione previste per i detenuti che, nel corso dell’esecuzione della pena, abbiano mantenuto una condotta conforme e possano seguire un percorso di reinserimento. Il carcere di Bollate è noto per programmi orientati al lavoro esterno, con attività svolte nel rispetto di orari e prescrizioni stabilite dall’autorità competente.
Nel caso di Stasi, l’attività lavorativa in ambito amministrativo-contabile si inserisce nel quadro di un reinserimento graduale, con l’obbligo di rientro in istituto secondo quanto previsto dal regime applicato.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva