Famiglia nel bosco, il ruolo di Nathan e il sostegno del Comune
La nuova casa rappresenta un passaggio intermedio, non una soluzione definitiva. È un’abitazione essenziale: niente allaccio al gas metano, energia garantita da pannelli fotovoltaici e riscaldamento tramite termoconvettori elettrici. Eppure, tra cucina, bagno e stanze da riempire, può diventare un ponte concreto verso una possibile stabilità.
Nathan, però, ha chiarito subito la sua posizione: «Ci andrò ad abitare solo dopo il ricongiungimento – ha spiegato Nathan – per ora preferisco rimanere nel mio casolare. Devo prendermi cura degli animali, il cavallo, l’asinello, le galline e, tra un po’, anche dell’orto». Una scelta che racconta il tentativo di mantenere un equilibrio tra responsabilità familiari, lavoro e radici personali.
Nel frattempo, l’uomo continua a essere una presenza costante per i figli. Le visite sono frequenti e i servizi sociali gli riconoscono la capacità di offrire «assistenza morale in favore dei figli», rendendolo uno dei pochi punti di riferimento stabili nella loro quotidianità.
Accanto a lui si muove l’amministrazione comunale di Palmoli, guidata dal sindaco Giuseppe Masciulli, che non si limita alla concessione dell’immobile. Sono previsti anche sostegni economici per la scuola parentale e l’accesso al doposcuola comunale, strumenti pensati per favorire la socializzazione dei minori.
Intanto, mentre si avvicinano le festività pasquali, la famiglia resta ancora divisa. Solo Nathan potrà trascorrere la Pasqua con i bambini, mentre per Catherine, allontanata dalla comunità di Vasto lo scorso 6 marzo, si attendono nuove disposizioni per una seconda visita protetta.