Un legame personale con il luogo
Carusi ha raccontato il proprio legame con l’immobile: “È la casetta dove sono nato e dove ho vissuto con i miei genitori che ora non ci sono più”. Ha aggiunto che comprende lo stile di vita della famiglia: “Da piccolo con la mia famiglia abbiamo fatto la vita che Nathan e Catherine stanno facendo ora: senza riscaldamento e per questo ogni camera ha un camino. C’è anche l’acqua corrente. Non mi scandalizzo dello stile di vita della famiglia nel bosco perché l’ho vissuta anche io da piccolo”.

Dettagli che hanno colpito Nathan
Durante la visita, alcuni elementi hanno particolarmente attratto Nathan, come gli utensili antichi presenti in cucina. Carusi ha riferito: Nathan “è rimasto colpito anche da alcuni attrezzi in legno antichi presenti in cucina”. Il proprietario ha evidenziato anche l’interesse per la lavorazione della lana: “Ho inviato molte foto a Nathan dell’esterno che ha condiviso con la moglie Catherine. Mi ha detto che è bastato quello che ha visto. L’interno gli è piaciuto moltissimo”.
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Prospettive per la famiglia
L’offerta del casolare rappresenta la prima soluzione che i genitori stanno considerando seriamente dopo mesi di resistenza. Resta ora da verificare se questa nuova opportunità potrà davvero consentire la ricomposizione familiare e la fine di una vicenda che ha attirato l’attenzione pubblica.