La permanenza nella casa famiglia e il provvedimento del tribunale
Attualmente Catherine Birmingham si trova in una casa famiglia situata a Vasto insieme ai suoi tre figli: una bambina di 8 anni e due gemelli di 6. La permanenza nella struttura è conseguenza del provvedimento di allontanamento disposto dal tribunale il 20 novembre 2025.
Secondo quanto riferito, la donna vive in questa struttura da circa 85 giorni. In alcune dichiarazioni riportate, avrebbe descritto la sua condizione come estremamente difficile, arrivando a definire la permanenza nella struttura con parole molto dure, parlando di una situazione vissuta come una “prigione”.
Questo tipo di misura viene adottato nei casi in cui il tribunale ritiene necessario monitorare la situazione familiare e garantire la tutela dei minori, in attesa di una valutazione completa e definitiva.


Il supporto dei familiari arrivati dall’estero
In questo periodo complesso, Catherine Birmingham ha ricevuto il sostegno diretto dei suoi familiari, arrivati dall’Australia per starle vicino. La sorella Rachael e la madre Pauline hanno raggiunto l’Italia per assisterla e offrire supporto emotivo.
Secondo quanto riferito nelle dichiarazioni attribuite ai familiari, anche i bambini starebbero vivendo un momento difficile. In particolare, sarebbero stati segnalati comportamenti legati allo stress e alla tensione emotiva, come il mordere le dita in modo ripetuto.
I familiari avrebbero espresso forte preoccupazione per la situazione e per le condizioni psicologiche dei minori, sottolineando la necessità di interventi mirati e tempestivi.
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La posizione della psicologa di parte e le valutazioni in corso
Martina Aiello, psicologa della difesa, ha descritto un quadro di sofferenza significativo, collegato in particolare alla separazione familiare e al contesto attuale. In una dichiarazione riportata, avrebbe affermato di non aver mai visto Catherine Birmingham in uno stato emotivo così provato.
Secondo la psicologa, i comportamenti osservati nei bambini sarebbero compatibili con un trauma legato alla separazione familiare. Ha inoltre sottolineato che il recupero psicologico dei minori dipenderà dalla tempestività e dall’efficacia degli interventi previsti.
Il procedimento resta aperto davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che continuerà a valutare tutti gli elementi raccolti, incluse le relazioni degli esperti e gli accertamenti psicodiagnostici, per prendere decisioni sulla situazione futura della famiglia.