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Famiglia nel bosco, Nathan minaccia Cate: “ Ecco cosa faccio..”

Le condizioni indicate dal Tribunale per i minorenni

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila avrebbe aperto alla possibilità che i bambini possano essere affidati al padre, ma solo nel rispetto di condizioni precise. Tra i punti indicati, è stato stabilito che Catherine non potrà vedere i figli senza la presenza di operatori, in modo da garantire un contesto controllato e conforme alle disposizioni previste per la tutela dei minori.

Secondo quanto riportato, il tribunale avrebbe inoltre posto una condizione determinante: la famiglia potrà tornare a vivere insieme esclusivamente se la madre accetterà regole fondamentali ritenute essenziali per la crescita dei bambini. In caso contrario, la donna non potrà condividere l’abitazione con loro, elemento che incide direttamente sull’assetto futuro e sugli spazi di vita quotidiana.

Tra le prescrizioni indicate figurano l’adesione alle leggi italiane sulla sanità, il rispetto delle vaccinazioni previste e l’avvio di un percorso scolastico regolare per i tre minori. Si tratta di punti considerati centrali dalle istituzioni perché collegati alla tutela della salute e al diritto all’istruzione, aspetti su cui la vicenda ha attirato attenzione anche per le scelte compiute in passato dalla famiglia.

I figli restano nella casa famiglia di Vasto

I tre bambini — la maggiore di nove anni e i due gemelli di sette — continuano a vivere nella struttura di accoglienza di Vasto, mentre le autorità valutano le prossime mosse. La collocazione in casa famiglia, allo stato, rappresenta il punto fermo della gestione provvisoria, in attesa che venga definito un quadro più stabile di affidamento.

Secondo la garante regionale per l’infanzia, Alessandra De Febis, tra le opzioni considerate c’è anche la possibilità che i minori restino ancora nella struttura, almeno fino a quando non saranno chiariti gli aspetti familiari e le condizioni necessarie per un eventuale rientro in un contesto domestico.

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Il ricorso legale e le prossime mosse

Nel frattempo, la linea difensiva della coppia prosegue sul piano legale. Gli avvocati starebbero predisponendo il ricorso contro l’ordinanza di separazione, sostenendo che la decisione sia stata assunta in modo unilaterale e che alcune valutazioni di natura specialistica non sarebbero state pienamente considerate. Nel ricorso viene anche criticato il ruolo dell’assistente sociale, ritenuta non in grado di favorire una mediazione efficace del conflitto.

In attesa dei prossimi passaggi, la casa nel bosco resta simbolicamente al centro del racconto, ma priva dei suoi protagonisti principali: Catherine continua a trascorrere le notti nel casale, Nathan vive altrove e i bambini sono ospitati lontano da entrambi.

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