La notte tra l’8 e il 9 gennaio: l’omicidio in casa
Secondo le indagini dei carabinieri, l’omicidio si sarebbe consumato nella notte tra l’8 e il 9 gennaio all’interno della villetta di via Costantino, ad Anguillara Sabazia, dove i coniugi continuavano a convivere pur essendo di fatto separati in casa. La relazione era ormai compromessa e la convivenza risultava particolarmente tesa, in un clima di conflitto e distacco emotivo.
Federica Torzullo, 41 anni, descritta da amici e conoscenti come una donna solare, impegnata nel lavoro e determinata a costruirsi una nuova vita, aveva già avviato una relazione sentimentale con un’altra persona e stava valutando concretamente la separazione formale. Questa scelta di indipendenza, unita alla volontà di chiudere definitivamente il matrimonio, viene ritenuta dagli inquirenti il nucleo del movente familiare attribuito a Carlomagno.
La Procura sostiene che l’uomo avrebbe agito con una vera e propria determinazione criminale, puntando non solo a sopprimere la moglie, ma anche a eliminare o ridurre al minimo qualsiasi elemento che potesse ricondurre a lei o al luogo del delitto. L’aggressione sarebbe iniziata all’interno della casa, in particolare nella zona della cabina armadio e lungo le scale, dove i carabinieri del Ris hanno isolato significative tracce ematiche.
Le modalità dell’azione violenta sono tuttora oggetto di approfondimento. Al momento viene ipotizzato l’uso di un coltello o di un’arma da taglio, ma non è escluso che l’omicidio possa essere avvenuto anche tramite percosse o strangolamento, prima del successivo scempio effettuato sul cadavere. L’arma del delitto, infatti, non è stata ancora individuata con certezza e il lavoro degli investigatori prosegue per rintracciarla o per raccogliere elementi utili a definirne la tipologia.
Il tentativo di bruciare e nascondere il corpo
Uno degli aspetti più gravi emersi in questa vicenda riguarda il presunto tentativo dell’indagato di distruggere il corpo della moglie. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dopo l’omicidio Carlomagno avrebbe cercato di disfarsi del cadavere, sottoponendolo a un’azione di combustione nel tentativo di renderlo irriconoscibile e difficilmente identificabile.
Il procuratore Liguori ha parlato di un’azione di violenza tale da ridurre il corpo di Federica a condizioni estreme, fino a compromettere il riconoscimento visivo. Le fiamme, secondo gli accertamenti preliminari, sarebbero state utilizzate per danneggiare in modo radicale i resti della donna e ostacolare l’attività identificativa e medico-legale. Nonostante ciò, l’analisi dei reperti ha consentito la conferma dell’identità della vittima.
Dopo il tentativo di bruciare il cadavere, il corpo sarebbe stato spostato e nascosto utilizzando anche mezzi riconducibili all’attività imprenditoriale di Carlomagno. Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno posto sotto sequestro un capannone e alcuni uffici aziendali, ritenuti luoghi in cui il cadavere potrebbe essere stato temporaneamente occultato o comunque spostato.
Tra i beni sequestrati figura anche un macchinario tipo bobcat, che secondo l’ipotesi accusatoria potrebbe essere stato impiegato nelle fasi di trasporto o manipolazione dei resti. Su tali attrezzature e sui veicoli in uso all’indagato sono in corso accertamenti tecnici approfonditi, mirati a individuare eventuali residui biologici, tracce di combustione o altri elementi compatibili con la dinamica ipotizzata.
Le tracce di sangue in casa e gli accertamenti scientifici
Un ruolo centrale nella definizione del quadro probatorio è rivestito dagli esami della scientifica. All’interno della villetta di via Costantino, i carabinieri del Ris hanno individuato diverse tracce ematiche riconducibili alla vittima, in particolare nella cabina armadio, sulle scale e in altri punti dell’abitazione. Tali elementi confermano che l’aggressione è avvenuta nel cuore della casa coniugale.
Le analisi genetiche sui campioni di sangue, unite ai rilievi sulle superfici, sulle tessiture dei materiali e sui possibili tentativi di pulizia, hanno permesso agli investigatori di ricostruire, almeno in parte, le fasi dell’assalto e i successivi sforzi di rimozione delle tracce. Alcune zone della casa mostrerebbero segni di lavaggi mirati, compatibili con un tentativo di dissimulare il crimine nelle ore immediatamente successive all’omicidio.
Parallelamente, sono stati eseguiti accertamenti sugli abiti e sulle calzature sequestrati a Carlomagno. Secondo quanto riferito dalla Procura, su alcuni indumenti dell’uomo sarebbero state rilevate tracce di sangue umano, nonostante apparissero visibilmente puliti. Questi riscontri, ottenuti attraverso test specifici di laboratorio, vengono considerati un ulteriore tassello a sostegno dell’impianto accusatorio.
Gli inquirenti puntano a rafforzare il complesso delle prove anche mediante l’analisi dei filmati di videosorveglianza presenti nella zona dell’abitazione e nelle aree collegate alle attività dell’indagato. Le telecamere potrebbero aver registrato spostamenti anomali, passaggi di veicoli o comportamenti sospetti nelle ore cruciali tra la scomparsa di Federica e il ritrovamento dei suoi resti.
Il pericolo di fuga e il fermo d’urgenza
Uno degli elementi che ha portato i magistrati a disporre il fermo d’urgenza di Claudio Carlomagno è stato il concreto rischio di fuga. Dal decreto della Procura emerge che l’indagato avrebbe iniziato a organizzare il proprio allontanamento dal territorio di Anguillara Sabazia già nei giorni successivi alla sparizione della moglie.
Secondo gli inquirenti, con il ritrovamento delle spoglie di Federica e la conseguente diffusione della notizia, Carlomagno avrebbe accelerato i preparativi per rendersi irreperibile, avendo progressivamente allentato o reciso i propri legami affettivi e professionali con la zona. Questo elemento, unito alla presunta capacità dimostrata dall’uomo di pianificare e coprire parte delle proprie azioni, è stato ritenuto indice di una particolare pericolosità sociale.
Nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa della moglie, l’indagato avrebbe cercato di mantenere un comportamento esteriore apparentemente normale, continuando la propria vita quotidiana e presentandosi come preoccupato per l’assenza di Federica. In una prima fase, avrebbe riferito che la donna si sarebbe allontanata da casa a piedi, fornendo una versione poi ritenuta dagli inquirenti poco credibile e smentita dagli sviluppi investigativi.
Le dichiarazioni rese ai conoscenti e ai familiari, insieme agli spostamenti registrati dai tabulati telefonici e dalle celle agganciate dal suo telefono, sono oggetto di una minuziosa analisi da parte degli investigatori, allo scopo di verificare eventuali incongruenze e di confrontare tali dati con gli orari ipotizzati del delitto e dell’occultamento del cadavere.
L’autopsia e gli accertamenti irripetibili
Nelle prossime ore l’attenzione si concentrerà sui risultati dell’autopsia e degli accertamenti tecnici irripetibili disposti dalla Procura. L’esame autoptico è chiamato a chiarire diversi aspetti fondamentali: la causa esatta della morte, la tipologia delle lesioni riportate dalla vittima, il lasso di tempo intercorso tra l’omicidio e il tentativo di bruciare il corpo, nonché l’eventuale presenza di segni di difesa o di colluttazione.
Sebbene al momento si ipotizzi l’impiego di un coltello o di un altro strumento da taglio, non è escluso che Federica possa essere stata uccisa anche con modalità differenti, ad esempio tramite soffocamento o colpi inferti con oggetti contundenti, prima del successivo intervento di devastazione sul cadavere. L’autopsia dovrà inoltre valutare se sul corpo siano presenti tracce di sostanze, residui o elementi riconducibili al luogo in cui è avvenuta la combustione.
Gli esami di laboratorio riguarderanno anche i reperti raccolti nei luoghi posti sotto sequestro, compresi il capannone, gli uffici e i mezzi aziendali di Carlomagno. Saranno oggetto di studio i residui di combustione, i campioni di terreno, le eventuali tracce di carburanti o acceleranti e tutte le evidenze che possano confermare o escludere l’uso di determinati strumenti o procedure nell’occultamento del cadavere.
Il procuratore Liguori ha precisato che l’indagine è ancora in pieno svolgimento e che restano da approfondire alcuni passaggi logistici e temporali, tra cui gli spostamenti dell’indagato in determinate fasce orarie, la presenza di possibili testimoni indiretti e la verifica di eventuali aiuti esterni o condotte omissive che possano aver agevolato l’azione del sospettato nelle prime fasi successive al delitto.
La posizione di Carlomagno e i prossimi sviluppi
Al momento, la posizione di Claudio Carlomagno rimane gravemente indiziaria sulla base del complesso di elementi raccolti: le tracce biologiche, i sequestri effettuati, le analisi sui luoghi frequentati dall’uomo e le risultanze dei sopralluoghi tecnici. L’indagato, tuttavia, ha scelto di non rispondere alle domande del giudice e di non fornire una propria versione dei fatti nella fase delle garanzie difensive.
La difesa potrà ora esaminare gli atti, nominare consulenti tecnici e partecipare agli accertamenti irripetibili, a partire dall’autopsia, per contestare o rielaborare le conclusioni della Procura. Il procedimento seguirà quindi il suo corso con le udienze di convalida, l’eventuale applicazione di misure cautelari e la progressiva definizione delle contestazioni che saranno formulate in sede processuale.
Parallelamente, prosegue il lavoro degli investigatori su tutti i fronti ritenuti utili a completare il mosaico probatorio: l’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati, la verifica dei tabulati telefonici, lo studio delle transazioni economiche e dei movimenti bancari, nonché l’ascolto di ulteriori testimoni in grado di riferire sul clima familiare, sui litigi precedenti e sui progetti di vita che Federica stava costruendo al di fuori del matrimonio.
L’obiettivo dichiarato della Procura è quello di blindare il quadro probatorio, riducendo al minimo le zone d’ombra e fornendo al giudice un impianto di prove solide, coerenti e supportate da riscontri tecnici. Solo al termine di questa fase, e con il completamento degli esami medico-legali e scientifici, sarà possibile definire in modo pieno la dinamica dell’omicidio di Federica Torzullo e le responsabilità penali che ne derivano.