Il marito Claudio Carlomagno sotto indagine
Al centro del procedimento penale figura il marito, Claudio Carlomagno, imprenditore della zona, attualmente indagato a piede libero per il reato di omicidio. La sua posizione è al vaglio della Procura, che sta verificando la compatibilità del suo racconto con gli elementi raccolti finora. L’uomo, che ha presentato la denuncia di scomparsa nel pomeriggio del 9 gennaio, ha dichiarato di non aver più visto la moglie dopo le prime ore del mattino.
Le testimonianze acquisite tra i residenti di Anguillara Sabazia descrivono tuttavia un quadro familiare segnato da tensioni. Alcuni vicini hanno riferito di aver sentito in più occasioni litigi e urla provenire dall’abitazione della coppia, circostanza che viene ora valutata dagli investigatori per definire il contesto relazionale precedente alla scomparsa.
Dalle informazioni rese note nel corso della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” è emerso che Federica Torzullo avrebbe manifestato l’intenzione di chiedere la separazione nel mese di dicembre. Sarebbe inoltre entrata in contatto con un uomo residente ad Ascoli Piceno, in un tentativo di avviare una nuova fase della propria vita lontano da Anguillara. La prima udienza relativa alla separazione era stata calendarizzata proprio nei giorni immediatamente successivi alla sparizione. In quelle ore la coppia si trovava in casa senza il figlio, che era ospite dei nonni.
Il vuoto di tre ore nei movimenti di Carlomagno
Un aspetto particolarmente rilevante per gli inquirenti è rappresentato dagli spostamenti di Claudio Carlomagno nella mattinata dell’allontanamento. Il marito, riporta Fanpage, ha riferito di essere uscito dall’abitazione intorno alle 7:00 per recarsi al lavoro, ma le verifiche condotte dagli investigatori indicherebbero un arrivo in sede soltanto verso le 10:00.
Inoltre, in quella circostanza l’uomo avrebbe utilizzato un furgone della ditta invece dell’autovettura che impiega abitualmente. Tra l’uscita di casa e l’arrivo sul posto di lavoro si registra quindi un intervallo di circa tre ore che al momento non risulta pienamente giustificato.
Le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza avrebbero ripreso il veicolo mentre percorre più volte lo stesso tratto di strada in prossimità di un capannone aziendale adibito a deposito dei mezzi pesanti. Gli inquirenti stanno analizzando questi filmati per verificare se, in quella fascia oraria, possano essere avvenuti fatti collegati alla scomparsa di Federica Torzullo.

Ricerche sul lago di Bracciano e nelle aree vicine
Parallelamente agli accertamenti tecnici in casa, sono in corso intense operazioni di ricerca sul territorio. I sommozzatori dei carabinieri hanno esplorato i fondali del Lago di Bracciano, in particolare nell’area di Vigna di Valle, già nota alle cronache per un precedente ritrovamento di cadavere.
La scelta di concentrare gli sforzi in quella zona nasce dalla necessità di escludere l’ipotesi che il corpo della donna possa essere stato occultato in acqua. Alle attività subacquee si affianca l’utilizzo di droni e di cani molecolari, impiegati per perlustrare i fossi e le aree verdi del Comune, territori che rientrano tra quelli affidati alla ditta di Carlomagno per gli interventi di pulizia e che l’imprenditore conosceva bene.
Telecamere, cellulare e ultimi contatti di Federica
Un ulteriore tassello dell’indagine arriva dall’analisi delle immagini di videosorveglianza e dei dispositivi elettronici. L’ultima ripresa certa di Federica Torzullo viva risale alla sera dell’8 gennaio, intorno alle 23:00, quando una telecamera privata la inquadra mentre rientra a casa alla guida della sua Peugeot rossa. L’auto risulta poi parcheggiata nello stesso punto e non sarebbero stati registrati successivi spostamenti.
Gli accertamenti si concentrano anche sul telefono cellulare della donna. Dal dispositivo risultano messaggi Whatsapp inviati fino alle 8:20 del mattino seguente. Spetterà ora agli inquirenti stabilire se tali messaggi siano stati effettivamente scritti da Federica o se il telefono possa essere stato utilizzato da un’altra persona, con l’eventuale scopo di simulare una normale attività e ritardare l’allerta dei familiari.
I parenti della donna hanno riferito di essere rimasti colpiti da un silenzio improvviso e non coerente con le sue abitudini di comunicazione. Le attività investigative proseguono per chiarire ogni circostanza, in attesa degli esiti definitivi degli esami di laboratorio e delle ulteriori verifiche su tracce, reperti e supporti elettronici.