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Ferdinando Favia morto sul tram deragliato, la compagna: “Mi sono salvata grazie a lui”

Il dolore dopo la morte di Ferdinando Favia e il ritorno alla quotidianità

A distanza di giorni, Calderon riferisce di non riuscire a trovare pace per quanto successo. «Non ho pace», dice. «Provo un dolore terribile per lui e per il nostro futuro che non ci sarà».

Nel suo racconto emerge anche la difficoltà di riprendere le normali attività, compreso il lavoro, senza la presenza del compagno. La donna spiega inoltre che, nonostante la tragedia, continuerà a sentirsi una sposa.

Le indagini sull’incidente e il tema della sicurezza sui mezzi pubblici

Tra gli aspetti che la donna indica come particolarmente dolorosi c’è l’incertezza sulla dinamica completa dell’incidente. «Mi sforzo di non pensare che il conducente stesse guardando il telefono», afferma. «Se si è sentito male, mi dispiace. Ma deve esistere un sistema che impedisca una tragedia simile».

Le parole di Calderon riportano l’attenzione sul tema della sicurezza sui mezzi pubblici, mentre saranno gli accertamenti a chiarire cosa sia avvenuto nei secondi precedenti al deragliamento. Nel frattempo, resta la ricostruzione di un rientro verso casa trasformato in tragedia. «Non può finire tutto così», conclude. «Un pomeriggio, su un tram».

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