Ginocchio di Sinner: l’ipotesi della bandelletta ileo-tibiale
Nel dibattito sulle condizioni fisiche di Sinner è stata avanzata anche l’ipotesi di una sindrome della bandelletta ileo-tibiale, disturbo noto in ambito sportivo con l’espressione di “ginocchio del corridore”. Si tratta, tuttavia, di una possibile spiegazione e non di una diagnosi resa pubblica dal giocatore.
Le caratteristiche della patologia sono state illustrate dal medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento e segretario generale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa.
La bandelletta ileo-tibiale è una struttura che percorre la parte esterna della coscia fino al ginocchio. Se sottoposta a sollecitazioni ripetute può provocare dolore e difficoltà nell’esecuzione dei movimenti sportivi. Nel tennis professionistico, caratterizzato da scatti, arresti, appoggi e continui cambi di direzione, un recupero incompleto può rappresentare un rischio rilevante.
Al momento, però, non ci sono comunicazioni ufficiali di Sinner su una specifica diagnosi. Il dato confermato riguarda esclusivamente l’impossibilità di tornare a competere con un ginocchio che, nelle parole del diretto interessato, non è ancora nelle condizioni desiderate.

Quando può tornare Sinner: l’ipotesi Shanghai
Dopo il forfait di Pechino, il prossimo appuntamento previsto dal calendario è il Masters 1000 di Shanghai, in programma dal 6 al 18 ottobre. La partecipazione di Jannik Sinner, però, dipenderà interamente dall’evoluzione del recupero e dalle risposte del ginocchio destro nelle prossime settimane.
Non è stata indicata una data certa per il rientro. Gli allenamenti ripresi a Monaco rappresentano un passaggio importante, ma non sono ancora bastati a sciogliere le riserve sulla possibilità di affrontare un torneo ad alta intensità.
Lo stop iniziato dopo la finale di Wimbledon continua così a segnare la stagione del numero uno del mondo. La rinuncia a Pechino conferma una scelta di cautela: Sinner tornerà in campo soltanto quando il ginocchio destro sarà nelle condizioni necessarie per sostenere una competizione senza ulteriori rischi.
