
Filippo Turetta è tornato in Italia sabato mattina con un aereo militare partito dall’aeroporto di Francoforte e atterrato a Venezia, e immediatamente trasferito nel carcere Montorio di Verona. Domani ci sarà l’interrogatorio con il gip che metterà in luce alcuni aspetti sull’omicidio di Giulia. In questi giorni Turetta ha è sotto stretta sorveglianza per prevenire possibili gesti di autolesionismo. Intervistato da Zona Bianca, il giudice Valerio De Gioia, esprime il suo parere sul caso. Ecco quanti anni potrebbe restare in carcere Filippo Turetta.
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Il parere del giudice
Sulla testa di Filippo Turetta pende l’accusa di sequestro e omicidio volontario per l’uccisione dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, aggravato dal vincolo del legame affettivo. La procura sta valutando in queste ore se riformulare il capo di imputazione in omicidio premeditato. Turetta potrebbe ricevere l’ergastolo. Ai microfoni di Zona Bianca, Valerio De Gioia, giudice esperto nei casi di violenza sulle donne, spiega perché in caso di condanna del 22enne mancano i presupposti per l’ergastolo: “La relazione sentimentale è un’aggravante che porta alla pena massima a patto che la relazione sia ancora in atto mentre in questo caso era già finita quindi la pena è di molto inferiore“.
Secondo De Gioia se al ragazzo non sarà dato l’ergastolo, la difesa potrà chiedere un ulteriore riduzione della pena con rito abbreviato. (continua dopo la foto)
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Quanti anni potrebbero dargli
Nel procedimento penale con il rito abbreviato l’imputato, in cambio di una riduzione dei tempi del processo, ottiene uno sconto fino a un terzo della pena: “Se poi aggiungiamo che durante l’esecuzione c’è una sorta di diminuzione quasi automatica ogni 4 anni, Turetta potrebbe arrivare a 12 anni di reclusione“, spiega il giudice De Gioia.
Filippo Turetta, ha trascorso la sua prima notte in carcere presso l’infermeria del carcere e tenuto sotto stretta sorveglianza dopo che la visita psichiatrica ha confermato che il ragazzo corre il rischio di autolesionismo. Successivamente, il 22enne verrà spostato in una cella( da valutare se in isolamento o no) nella sezione protetti del penitenziario.
Sull’eventuale dichiarazione dello stato di infermità mentale il giudice Valerio De Gioia aggiunge: “In caso di semi infermità scatta un’ulteriore riduzione della pena mentre quando uno non è capace di intendere e di volere può essere addirittura assolto“.