La forza del centrodestra e il confronto con il campo largo
L’analisi delle coalizioni mostra in modo chiaro quanto il peso di Fratelli d’Italia incida sull’intero schieramento di governo. Secondo i dati diffusi, “La forza del partito di Meloni traina l’intera coalizione di centrodestra che totalizza il 48% contro il 39,4% del campo largo”. Il centrodestra risulta quindi avanti di oltre otto punti percentuali rispetto al cosiddetto campo largo, ossia l’insieme delle principali forze di opposizione che include democratici, Movimento 5 Stelle e altre liste minori.
All’interno della maggioranza, la Lega viene stimata all’8,8%, mentre Forza Italia si attesta all’8,2%. Il distacco fra i due partiti è minimo e conferma un equilibrio interno che non registra scossoni tali da modificare l’assetto complessivo della coalizione.

Le forze centriste sotto pressione: il nodo della soglia di sbarramento
Nel campo dell’opposizione viene segnalato anche il contributo di Alleanza Verdi-Sinistra, accreditata intorno al 5,9%. Anche sommando le principali sigle, il campo largo non riesce a superare il 39,4%.
Nella parte centrale e bassa della classifica dei partiti si collocano le formazioni centriste. Azione viene stimata intorno al 3,3%, superando di poco la soglia di sbarramento. Italia Viva è indicata al 2,9% e +Europa al 2,1%, entrambe sotto la soglia del 3%. Seguono Sud Chiama Nord all’1,5% e Noi Moderati allo 0,8%.
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Scenari elettorali e stabilità del quadro politico
Se gli elettori fossero chiamati alle urne nell’immediato, i numeri indicati dai sondaggi porterebbero verosimilmente a una riconferma dell’attuale maggioranza. Con il 48% complessivo del centrodestra e il 39,4% del campo largo, il distacco tra i due blocchi principali sfiorerebbe i nove punti percentuali.
L’andamento delle intenzioni di voto conferma una tendenza alla stabilità del quadro politico generale. Le variazioni registrate dai singoli partiti si muovono nell’ordine dei decimali e non modificano in modo sostanziale le distanze tra le principali formazioni. I dati sulle forze minori indicano inoltre che una parte del voto potenziale rischia di restare sotto la soglia di rappresentanza, rafforzando indirettamente il peso delle forze maggiori.