
Una forte scossa di terremoto ha colpito la Macedonia del Nord nella serata del 10 febbraio 2026: i monitoraggi sismici hanno registrato un evento di magnitudo 5.1 alle ore 22:05 con epicentro nella zona di Tetovo. Il sisma è stato avvertito in modo netto dalla popolazione, anche per via della profondità stimata in circa 12,1 chilometri.

Epicentro superficiale e popolazione in strada
La combinazione tra magnitudo e ipocentro relativamente superficiale ha reso la scossa particolarmente percepibile nei quartieri cittadini e nei centri abitati circostanti. In diversi casi, la reazione è stata immediata: molte persone sono uscite dalle abitazioni per timore di repliche e per verificare eventuali danni.
Secondo la classificazione basata sulla scala Richter, una scossa di magnitudo 5.1 rientra nella categoria dei terremoti “moderati”: può provocare danni soprattutto alle strutture più vulnerabili o realizzate senza criteri antisismici, mentre gli edifici più recenti e adeguati alle norme di sicurezza tendono a limitare gli effetti, pur potendo riportare lesioni e distacchi non strutturali.
Cosa è accaduto dopo la scossa: segnalazioni e prime verifiche
Nelle ore immediatamente successive si sono moltiplicate le testimonianze online. Su X, Facebook e Instagram gli utenti hanno descritto lampadari in movimento, vibrazioni prolungate e oggetti caduti da mensole e scaffali. “Sembrava non finisse mai”, scrive un residente, mentre altri riferiscono di un boato improvviso seguito da un’oscillazione molto intensa.
La paura tra la popolazione di Tetovo è emersa fin dai primissimi minuti, con famiglie scese in strada insieme a bambini e anziani. In situazioni di questo tipo, la percezione di una scossa notturna può risultare più forte anche perché sorprende chi si trova in casa e riduce i tempi di reazione.
Le autorità locali hanno invitato alla calma e al rispetto delle procedure di sicurezza, ricordando in particolare l’importanza di evitare gli ascensori e di controllare lo stato delle abitazioni prima di rientrare. Le indicazioni operative hanno riguardato anche la necessità di non sostare vicino a cornicioni, balconi e facciate potenzialmente instabili, soprattutto nei fabbricati più datati.
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