Scossa nel Tirreno Meridionale: dati INGV e risentimento in superficie
Nelle stesse ore, i sistemi di sorveglianza dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno individuato un evento distinto nel bacino del Mediterraneo. Nella serata di mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 21:34, è stata rilevata una scossa di magnitudo 3.3 nel Tirreno Meridionale, al largo delle coste della Calabria.
In questo caso, la profondità dell’ipocentro è stata stimata intorno ai 271 chilometri, un valore molto elevato che ha ridotto in maniera significativa sia il risentimento in superficie sia la percezione da parte della popolazione residente nelle province di Reggio Calabria e delle aree limitrofe.
Gli esperti sottolineano come i terremoti profondi di questo tipo, pur essendo chiaramente registrati dalle reti sismiche, tendano a produrre effetti modesti in termini di scuotimento del suolo rispetto agli eventi superficiali di pari magnitudo.
Sequenza sismica in Italia: Sicilia, Lazio e Puglia sotto osservazione
Nel corso della settimana, il quadro sismico nazionale si presenta particolarmente attivo, con diversi eventi di bassa e media magnitudo che hanno interessato più regioni.
In Sicilia, l’area di Messina è stata interessata da due scosse distinte, la prima di magnitudo 3.6 seguita da un ulteriore evento di magnitudo 3.0. Si tratta di episodi che confermano la vulnerabilità sismica del settore, storicamente esposto a fenomeni di rilievo e costantemente monitorato dagli enti preposti.
Ulteriori movimenti tellurici sono stati segnalati anche nel Centro Italia e nel Sud. In particolare, i sismografi hanno registrato una scossa di magnitudo 3.3 nell’area di Frosinone, in Lazio, e un terremoto di magnitudo 3.0 nei pressi di Foggia, in Puglia. Tutti questi eventi risultano inferiori, per energia sprigionata, rispetto al sisma che ha colpito la Kamchatka, ma contribuiscono a mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione sismica in Italia.
Le autorità nazionali e regionali continuano a ribadire l’importanza delle misure di sicurezza, dell’adeguamento antisismico degli edifici e delle attività di informazione rivolte ai cittadini nelle zone più esposte.
Allerta meteo in Italia: rischio valanghe, gelo e scuole chiuse
Parallelamente all’attività sismica, il Paese è interessato da un marcato peggioramento delle condizioni meteorologiche. Per la giornata di venerdì 23 gennaio è stata diramata un’allerta gialla in diverse aree della penisola.
In Abruzzo desta particolare preoccupazione il rischio valanghe, favorito dai consistenti accumuli di neve in quota. In Trentino l’attenzione è rivolta al gelo intenso e alle nuove precipitazioni nevose, con possibili criticità per la viabilità e i servizi essenziali.
Per motivi di sicurezza, numerosi comuni hanno disposto la chiusura delle scuole, con l’obiettivo di limitare gli spostamenti nelle fasce orarie considerate più critiche e prevenire situazioni di pericolo per studenti e personale scolastico.
Secondo le previsioni, il maltempo è atteso anche in pianura, dove si prevedono accumuli nevosi che potrebbero creare disagi alla circolazione stradale e ferroviaria. Le strutture di protezione civile e i servizi tecnici sono stati allertati per garantire interventi tempestivi in caso di necessità.