
All’inizio sembra tutto normale: il brusio basso in cabina, le cinture che scattano, la luce che vibra appena sopra le teste. Poi, senza preavviso, arriva quel suono secco, quasi metallico, e l’aereo dà un colpo come se avesse urtato un gradino invisibile nel cielo. Per un attimo, il respiro si ferma. Qualcuno stringe i braccioli, qualcuno sussurra una preghiera. E la paura, quando entra, lo fa con la forza di una porta sbattuta.

Paura durante l’atterraggio
Il momento più delicato è sempre lo stesso: quando la terra si avvicina e tutto dovrebbe essere sotto controllo, ma l’aria decide di cambiare le regole. La cabina ondeggia, i carrelli sembrano lontanissimi, i bagagli nei vani fanno un rumore sordo. L’equipaggio si muove rapido, occhi attenti e voce ferma, mentre i passeggeri cercano un appiglio nella routine: “andrà tutto bene”, si ripetono, anche se il cuore batte troppo forte.
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