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“Silenzio, devo dirvi questo”. Francesco Guccini, l’annuncio della deputata a Montecitorio e la reazione: cosa è successo in aula

Francesco Guccini, dagli esordi ai grandi brani della musica italiana

Nato a Modena il 14 giugno 1940, Guccini aveva trascorso una parte significativa della sua infanzia nell’Appennino tosco-emiliano. Quel territorio, e in particolare Pavana, avrebbe avuto un ruolo centrale nella sua vicenda personale e nella sua ispirazione artistica.

Prima di dedicarsi stabilmente alla musica aveva lavorato come insegnante, cronista alla Gazzetta di Modena e pubblicitario. L’avvicinamento al settore avvenne inizialmente come autore di testi e canzoni per altri interpreti, prima dell’affermazione come voce autonoma della canzone d’autore italiana.

Tra le composizioni firmate negli anni iniziali figurano “Auschwitz”, “Per fare un uomo”, “Dio è morto” e “Noi non ci saremo”, brani resi noti anche da Caterina Caselli, Equipe 84 e Nomadi. Un percorso che contribuì a definirne rapidamente il profilo nel panorama musicale nazionale.

Il legame con Bologna e la carriera di cantautore

Negli anni Settanta il cantautore si trasferì a Bologna, città alla quale il suo nome è rimasto legato nel tempo. In quella stagione si impose tra i principali protagonisti della canzone d’autore, con concerti caratterizzati da musica, narrazione, ironia e lunghi interventi rivolti al pubblico.

L’immagine del “cantautore con l’eskimo” è diventata uno dei riferimenti della cultura popolare italiana. Nel suo repertorio trovano spazio titoli come “La locomotiva”, “Piccola città”, “Il vecchio e il bambino”, “Vedi cara”, “Incontro”, “Autogrill”, “Canzone per un’amica”, “Cirano” e “L’avvelenata”.

Le sue opere hanno attraversato generazioni diverse, affrontando temi personali, sociali e storici attraverso uno stile riconoscibile. La notizia della morte di Francesco Guccini ha quindi riportato l’attenzione su un percorso artistico che ha segnato la musica e la letteratura italiana contemporanea.

Francesco Guccini morto, l’omaggio della Camera dei deputati

La scomparsa di Guccini è stata ricordata anche a Montecitorio. Durante i lavori dell’Aula, la capogruppo del Partito Democratico Chiara Braga ha comunicato la morte del cantautore modenese; l’intervento è stato seguito da un lungo applauso dei deputati presenti.

“Non è stato solo uno dei più grandi cantautori italiani, è stato un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo, unire generazioni, raccontare emozioni, storie di vita, raccontarci una visione che credo rimarrà con noi anche dopo la sua scomparsa. Giusto e doveroso che quest’aula preveda a settembre un momento in cui ricordi una delle figure più straordinarie del nostro tempo, della nostra musica, della nostra poesia, della nostra letteratura… e ciascuno di noi ricorderà il maestro con le sue parole e le sue canzoni”.

La proposta di un momento commemorativo a settembre nell’Aula della Camera ha raccolto il consenso di diversi parlamentari, tra cui Gianangelo Bof di Futuro Nazionale. Intanto, resta confermata anche la cerimonia annunciata dalla famiglia per il mese di settembre, mentre le esequie private si svolgeranno nei prossimi giorni.

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