
Per quasi vent’anni ha rappresentato più di un calciatore: Franco Baresi è stato un simbolo, una presenza costante, una di quelle figure rare capaci di legare indissolubilmente il proprio nome a una sola maglia. Dietro il capitano del Milan che ha alzato trofei e guidato generazioni di tifosi, però, c’è sempre stato anche un uomo profondamente legato ai valori della famiglia, della stabilità e della semplicità. Un percorso umano costruito lontano dai riflettori, accanto alla moglie Maura Lari, ai figli e a una storia personale segnata da sacrifici e grandi emozioni.
La notizia della sua scomparsa, arrivata il 31 luglio, ha lasciato un vuoto enorme nel mondo del calcio. Le condoglianze alla famiglia, alla moglie e ai figli Edoardo e Gianandrea, sono arrivate da tifosi, società sportive e protagonisti del calcio internazionale. Baresi, vicepresidente onorario del club rossonero dal 2020, aveva affrontato negli ultimi anni anche una difficile battaglia personale dopo un intervento per l’asportazione di un nodulo polmonare.

Franco Baresi e la malattia: l’ultimo messaggio ai tifosi del Milan
La fragilità fisica non aveva mai scalfito l’immagine di un campione abituato a combattere. Nell’agosto del 2024 il Milan aveva comunicato che, dopo alcuni controlli di routine, a Franco Baresi era stata riscontrata una nodulazione polmonare che aveva richiesto un intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva.
Il club aveva spiegato: “A seguito di accertamenti di routine, al nostro vice presidente onorario, Franco Baresi, è stata riscontrata la presenza di una nodulazione polmonare, per la quale si è deciso di procedere con l’asportazione mediante intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva”.
Dopo l’operazione e il successivo percorso di immunoterapia, l’ex difensore aveva voluto tranquillizzare chi lo aveva sempre sostenuto. Ai tifosi aveva scritto: “Cari tifosi, voglio comunicarvi che mi ci vorrà un po’ di tempo per rimettermi in forma. Grazie al Milan e a tutti voi per il sostegno e il supporto. Con affetto, un abbraccio”.
Un messaggio che raccontava ancora una volta il suo rapporto speciale con il popolo rossonero. Pochi mesi dopo, nel novembre dello stesso anno, aveva pubblicato sui social una frase diventata simbolica: “Viva la vita”. La sua ultima grande apparizione pubblica era stata anche particolarmente emozionante: allo stadio San Siro, durante la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali, aveva partecipato come tedoforo insieme a un’altra bandiera del calcio milanese, Beppe Bergomi.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva