La preghiera del ciao, il testamento spirituale di don Antonio Mazzi
Al termine delle esequie sono stati consegnati ai partecipanti alcuni volantini con la preghiera del ciao, considerata da don Mazzi il proprio testamento spirituale. Il testo attribuisce al saluto un significato semplice e concreto, associandolo a gesti di vicinanza e fraternità.
Per il sacerdote, il “ciao” era un’espressione capace di riassumere un modo diretto di entrare in relazione con gli altri. Don Mazzi aveva chiesto che questa parola fosse riportata anche sulla sua tomba, come segno conclusivo di una vita spesa nell’incontro e nell’ascolto.
L’uscita del feretro e l’applauso sul sagrato di Sant’Ambrogio
L’uscita del feretro di don Mazzi dalla basilica di Sant’Ambrogio è stata accompagnata da un lungo applauso. Sul sagrato, molte persone hanno scandito il nome del sacerdote mentre venivano diffuse le note di Io vagabondo, celebre brano dei Nomadi.
La scelta musicale ha concluso una giornata di partecipazione collettiva, dedicata al ricordo del fondatore della comunità Exodus. I funerali di don Antonio Mazzi hanno così rappresentato l’ultimo saluto a una figura centrale nella storia della solidarietà e dell’impegno educativo in Italia.