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Fuoco in mare, l’esplosione è fortissima. Guerra, l’attacco improvviso

Attacco con drone in Bahrein e base Usa colpita in Iraq

In Bahrein, il ministero della Salute ha riportato che un attacco con drone attribuito all’Iran ha colpito Sitra, causando 32 feriti. Tra i casi segnalati figurano anche minori: una ragazza di 17 anni con lesioni gravi alla testa e agli occhi, due bambini di 7 e 8 anni colpiti agli arti inferiori e un neonato di due mesi ricoverato in ospedale. Quattro persone risulterebbero in condizioni gravi.

La notte ha visto anche un aumento della tensione in Iraq. Una base militare statunitense vicino all’aeroporto di Erbil è stata colpita da droni, secondo fonti della sicurezza locale. I sistemi di difesa della base sarebbero entrati in funzione dopo il lancio dei velivoli senza pilota; al momento non risultano vittime tra il personale americano.

Missile intercettato e allerta sicurezza in Turchia

Il ministero della Difesa di Ankara ha riferito che un missile balistico lanciato dall’Iran è entrato nello spazio aereo della Turchia ed è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea della Nato. Secondo quanto comunicato, l’ordigno avrebbe attraversato i cieli di Iraq e Siria prima di dirigersi verso il territorio turco, venendo neutralizzato dai sistemi antimissile dell’Alleanza.

In parallelo, gli Stati Uniti hanno aggiornato le indicazioni di sicurezza per i propri cittadini nel Sud-Est della Turchia. In un comunicato diffuso anche su X, l’ambasciata americana ad Ankara ha riferito: “Il giorno 9 marzo il dipartimento di Stato ha ordinato ai dipendenti non essenziali del governo americano e ai familiari dei dipendenti di lasciare il consolato generale di Adana a causa di rischi per la sicurezza“. Nel medesimo messaggio viene richiamato il travel advisory secondo cui “gli americani che si trovano nella Turchia sud orientale sono vivamente incoraggiati a partire subito”.

Raid su Teheran e attacchi navali nel Golfo Persico

Nel corso della mattinata sono state segnalate nuove esplosioni in diverse aree dell’Iran, con particolare attenzione alla capitale Teheran. Secondo quanto riportato da media internazionali, i raid condotti da Stati Uniti e Israele avrebbero interessato più zone della capitale e aree limitrofe. Ulteriori detonazioni sono state riferite anche a Isfahan e Karaj, oltre che a Malard e Shahriar nell’area metropolitana di Teheran.

Nel Golfo Persico, la Marina degli Stati Uniti ha effettuato attacchi contro tre navi iraniane, secondo quanto riferito, con due unità ancorate al largo di Bandar Lengeh e una nei pressi di Bandar Kong, nel sud dell’Iran, sulla costa del Golfo Persico di fronte a Dubai. Sarebbero state diffuse immagini delle esplosioni, mentre non sono state rese note informazioni dettagliate su danni e conseguenze immediate.

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Le reazioni politiche e la proposta russa all’ONU

Sul piano politico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sostenuto che la conclusione della guerra contro l’Iran sarà decisa insieme al premier israeliano Benjamin Netanyahu. In un’intervista, Trump ha inoltre commentato l’aumento dei prezzi dell’energia, affermando che il rialzo del petrolio rappresenta “un piccolo prezzo da pagare per la pace e la sicurezza degli Stati Uniti e del mondo“.

In sede internazionale, la Russia ha annunciato di star preparando una bozza di risoluzione da presentare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per chiedere un cessate il fuoco nel conflitto. Secondo quanto riportato dall’agenzia Tass, che afferma di aver visionato il documento, il testo esprime “profonda preoccupazione per l’escalation militare in corso in Medio Oriente” e invita tutte le parti a interrompere immediatamente le operazioni militari e a tornare al dialogo diplomatico.

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