Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Garlasco, accusa tremenda alla famiglia Poggi: “L’hanno fatto per Sempio”. Gravissimo

Il ruolo di Marco Poggi e i riferimenti ad autorità superiori

Le informative attribuiscono un ruolo significativo a Marco Poggi, fratello della vittima. Nei dialoghi richiamati, secondo quanto riportato, emergerebbe la richiesta o l’auspicio di un intervento di livello superiore rispetto alla procura territorialmente competente, ritenuto l’unico modo per arrestare l’iniziativa investigativa.

In questo quadro viene riportato anche il coinvolgimento del padre, Giuseppe Poggi, che avrebbe confermato l’esistenza di passi formali già avviati dai legali. In particolare, gli atti menzionano il deposito di una segnalazione presso la Procura Generale di Milano, nella prospettiva di sollecitare un esame o un intervento sulla gestione dell’inchiesta pavese.

Il riferimento a iniziative istituzionali, come segnalazioni o esposti, rientra in strumenti previsti dall’ordinamento; il punto, evidenziato dagli investigatori, è se tali strumenti siano stati utilizzati con finalità meramente difensive o con l’intento di condizionare impropriamente l’attività di indagine. Anche su questo aspetto sarà decisivo ciò che emergerà dagli atti e dalle valutazioni della magistratura.

Nuovi elementi su Andrea Sempio: reperti, alibi e verifiche

Parallelamente alle dinamiche descritte nelle intercettazioni, gli accertamenti su Andrea Sempio avrebbero prodotto ulteriori elementi di interesse. Tra i reperti citati viene indicata una chiavetta usb contenente video di Chiara Poggi, ritenuta dagli inquirenti un elemento che merita approfondimenti e che, secondo quanto riportato, potrebbe incidere sulla posizione dell’indagato.

Le carte richiamano inoltre valutazioni sul comportamento di Sempio durante gli interrogatori, con riferimento a momenti di particolare tensione o difficoltà in corrispondenza di specifiche domande. Si tratta di osservazioni investigative che, di per sé, necessitano sempre di essere affiancate da riscontri oggettivi e verifiche tecniche.

Un ulteriore punto riguarda l’alibi legato a uno scontrino emesso a Vigevano nel giorno del delitto. Secondo quanto riportato, nelle conversazioni attribuite al padre di Sempio emergerebbero dubbi sulla genesi di quel documento, con l’ipotesi che possa essere stato prodotto dalla madre in un secondo momento per coprire eventuali spostamenti del figlio. Anche questa circostanza, se confermata, richiederebbe riscontri puntuali: verifiche su tempi, tracciamenti, eventuali testimonianze e ogni elemento utile alla ricostruzione.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure