La traccia 10 e il mistero irrisolto di Garlasco
Tra le impronte che destano maggiore interesse c’è la traccia 10, individuata nel 2007 all’interno della porta della villetta di Garlasco. Questa impronta, mai collegata a nessuno, sembra ormai esclusa dalla scena del crimine: l’assenza di sangue rende improbabile l’associazione all’assassino, in contrasto con la ricostruzione accusatoria che ipotizza un’uscita dalla casa senza lavarsi le mani. La difesa di Alberto Stasi ha pertanto richiesto una nuova analisi, sperando di scoprire elementi utili a supporto della propria posizione.

Le nuove scoperte riguardo l’impronta 33
L’impronta 33, trovata sulla scala interna della villetta, dove fu rinvenuto il corpo di Chiara Poggi, continua a essere al centro delle indagini. Recentemente attribuita ad Andrea Sempio, l’impronta mostra una caratteristica peculiare: l’assenza di intonaco, un dettaglio che potrebbe influire sull’interpretazione e la validità della traccia a fini investigativi. L’analisi continuerà con un inventario dettagliato di tutti i reperti ancora disponibili, inclusi quelli recuperati dalla spazzatura e già analizzati in passato. In un processo caratterizzato da numerosi capovolgimenti e lunghe battaglie legali, ogni elemento potrebbe risultare decisivo per confermare o confutare ipotesi precedentemente formulate.
L’attesa cresce in vista dell’udienza del 24 ottobre, quando i periti presenteranno le loro relazioni davanti al giudice. Soltanto allora si potrà comprendere se queste nuove analisi contribuiranno a riscrivere la verità giudiziaria del delitto di Garlasco, gettando nuova luce su un caso che ha appassionato e diviso l’opinione pubblica per anni.