Consulenze tecniche, orario del decesso e impronta 33
L’esigenza di ascoltare nuovamente Sempio, secondo quanto ricostruito, sarebbe legata alla necessità di chiarire alcuni aspetti emersi da consulenze tecniche depositate di recente. Tra i punti più rilevanti figura una nuova valutazione medico-legale che avrebbe spostato in avanti l’orario del decesso, aprendo una finestra temporale ritenuta compatibile con la presenza dell’indagato sulla scena del crimine.
A questo si affianca un altro elemento al centro di un confronto tecnico particolarmente acceso: la impronta palmare 33, repertata sul muro della scala che conduce alla cantina dove venne trovato il corpo. I consulenti della Procura sostengono che quella traccia sia riconducibile con certezza a Sempio, mentre i tecnici della famiglia Poggi e della difesa di Alberto Stasi sarebbero arrivati a conclusioni opposte. Il contrasto tra perizie, se si arrivasse a un processo, potrebbe diventare uno dei cardini del dibattimento.

Tracce di sangue e il nodo del DNA
Un’ulteriore linea di indagine riguarda le tracce di sangue all’interno dell’abitazione. Le analisi sulla distribuzione delle macchie e sugli schizzi ematici avrebbero spinto gli investigatori a ipotizzare una dinamica non concentrata in un solo momento, ma articolata in più fasi. In questa lettura, Chiara Poggi avrebbe tentato una difesa prima di essere sopraffatta.
La ricostruzione in più momenti viene considerata compatibile con la dispersione di tracce biologiche in diversi punti della casa e con alcuni profili genetici che gli accertamenti avrebbero cercato di inquadrare. Anche su questo fronte, tuttavia, gli sviluppi dipendono da ciò che è stato acquisito negli ultimi mesi e non ancora completamente emerso nel contraddittorio delle parti.
Il sospetto su Sempio, secondo quanto ricostruito, avrebbe trovato nuovo slancio nelle analisi genetiche sui residui biologici rinvenuti sotto le unghie della vittima. L’incidente probatorio coordinato dalla genetista Denise Albani avrebbe evidenziato una compatibilità del Dna con la linea paterna della famiglia Sempio.
La stessa perizia, però, non parlerebbe di certezza assoluta, ma utilizzerebbe formule come compatibilità moderatamente forte o moderata. Si tratta quindi di un dato che, pur non essendo descritto come conclusivo sul piano scientifico, viene ritenuto dagli inquirenti un elemento idoneo a sostenere la nuova impostazione accusatoria e a motivare l’invito a rendere l’esame.
Revisione del processo Stasi: passaggio decisivo
Il passaggio finale dell’attuale fase investigativa si sposta a Milano, dove dovrà essere valutata l’eventuale revisione del processo di Alberto Stasi. Il procuratore Napoleone avrebbe già incontrato la procuratrice generale Francesca Nanni e l’avvocata generale Lucilla Tontodonati, preannunciando l’invio della documentazione che compone il nuovo fascicolo.
Secondo quanto indicato, l’analisi della Procura Generale non dovrebbe essere rapida: l’obiettivo è verificare se gli elementi prodotti da Pavia siano davvero nuovi e decisivi, cioè in grado di incidere sul giudicato. In caso di via libera, la richiesta dovrà poi passare al vaglio dei giudici d’appello e potrà arrivare fino a un eventuale ricorso in Cassazione.
Solo dopo un chiarimento definitivo della posizione di Stasi, l’ordinamento potrà evitare lo scenario di due responsabilità concorrenti sul medesimo fatto e procedere, se ne ricorreranno i presupposti, con un giudizio pieno nei confronti di Andrea Sempio.