
A pochi giorni dal diciannovesimo anniversario dell’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna al centro dell’attenzione. La giovane fu trovata morta il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia e, a distanza di quasi vent’anni, restano aperti interrogativi su reperti, ricostruzioni e tracce biologiche esaminate nel corso delle diverse fasi giudiziarie.
Alberto Stasi è l’unica persona condannata in via definitiva per l’omicidio. Nel frattempo, la nuova indagine della Procura di Pavia che riguarda Andrea Sempio ha riacceso il dibattito pubblico su alcuni elementi già presenti negli atti, con particolare attenzione al materiale genetico rinvenuto sotto le unghie della vittima.

Delitto di Garlasco, nuove consulenze e indagini in corso
La situazione è entrata in una fase delicata con l’avvicinarsi della scadenza delle indagini preliminari, fissata al 28 settembre. Gli inquirenti stanno svolgendo ulteriori approfondimenti e sono state disposte quattro nuove consulenze relative alla posizione di Sempio.
Al centro del monitoraggio non ci sono soltanto le tracce biologiche. Le verifiche riguardano anche le precedenti ricostruzioni della scena del crimine e gli spostamenti che l’autore dell’omicidio potrebbe aver compiuto dentro e fuori dall’abitazione di via Pascoli. In questo contesto, elementi già discussi negli anni tornano a essere rilevanti, ma richiedono una lettura strettamente legata ai dati scientifici disponibili.

Dna sotto le unghie di Chiara Poggi: il passaggio del 2014
Uno dei punti che ha attirato nuovamente l’attenzione riguarda il Dna sotto le unghie di Chiara Poggi. A rilanciare un passaggio risalente al 2014 è stato un post pubblicato su X da Albinia Perri, nel quale viene richiamata una valutazione attribuita al perito De Stefano.
La spiegazione riportata si riferisce alla possibile origine della traccia: “è molto più probabile che il dna sotto le unghie di chiara sia da contatto diretto che indiretto. A quanto prima risalga, nessuno è in grado di dirlo”.
Si tratta di un’affermazione che contiene due aspetti distinti. Da un lato, viene indicata una maggiore probabilità di trasferimento attraverso un contatto diretto; dall’altro, viene evidenziata l’impossibilità di stabilire con certezza quando il materiale genetico sia stato depositato sotto le unghie della ragazza.
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