Dna di Sempio, la ricostruzione dell’ex difensore
La modalità con cui quegli oggetti sarebbero stati acquisiti è uno dei punti centrali della linea difensiva di Lovati. L’avvocato ha chiarito di avere usato il termine «macchinazione» con riferimento agli eventi del 2017: «Parlai di macchinazione riferendomi a quella del 2017 e poi dissi: speriamo che anche questa volta non si tratti di altrettanto».
Lovati ha sostenuto di non considerare diffamatoria quella definizione e ha espresso serenità sul processo in corso. «Adesso cercherò di spiegarlo», ha detto, aggiungendo di essere «tranquillo» perché «Sono abituato ai processi».
Le persone offese nel procedimento sono gli avvocati Enrico e Fabio Giarda, figli del professor Angelo Giarda, storico difensore di Alberto Stasi, morto nel 2021. I due legali si sono costituiti parte civile e hanno avanzato una richiesta complessiva di 116mila euro per i danni morali e d’immagine.
Garlasco e i testimoni: chi sarà ascoltato in aula
Nel corso dell’udienza, il giudice della terza sezione penale del Tribunale di Milano, Gianluca De Rosa, ha ammesso gran parte della documentazione e delle prove richieste dalle parti. Sono però state accolte solo in parte le richieste relative ai testimoni indicati dalla difesa di Lovati.
Non sono stati ammessi due testimoni della SKP e il teste Denti, ritenuti dalla difesa rilevanti per chiarire chi avesse recuperato gli oggetti dai quali fu poi estratto il profilo genetico attribuito a Sempio. «Noi non sappiamo chi ha effettivamente prelevato gli oggetti in quel novembre del 2016», ha sottolineato Lovati al termine dell’udienza.
Saranno invece sentiti Fabbri e Linarello, che all’epoca operavano come consulenti della difesa di Alberto Stasi. Il giudice dovrà inoltre decidere sull’eventuale audizione di una persona indicata dalla difesa come possibile testimone oculare delle operazioni di prelievo del materiale biologico.
Respinta, invece, la richiesta di sentire Andrea Sempio. Per il giudice, non sarebbero stati specificati con precisione i capitoli di prova sui quali il 38enne avrebbe dovuto rendere dichiarazioni. Anche la Procura aveva definito prematura l’istanza, mentre la parte civile, assistita dall’avvocata Pia D’Andrea, ha ritenuto non necessario il suo ascolto nel procedimento sulle dichiarazioni di Lovati.

Le prossime udienze e la scadenza del 28 settembre
Il processo per diffamazione proseguirà il 9 novembre, data in cui dovrebbero essere ascoltati Enrico e Fabio Giarda come parti civili. Un’altra udienza è prevista per il 30 novembre, con l’audizione di alcuni testimoni, tra i quali gli ex investigatori della SKP.
Ulteriori appuntamenti sono già fissati per il 18 gennaio. Resta aperto, parallelamente, il quadro della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco: la scadenza prevista per il 28 settembre potrebbe essere superata se la Procura di Pavia chiederà la proroga ipotizzata da Lovati, per completare gli accertamenti ancora in corso.