Gemelle Cappa, il peso della pressione mediatica sul caso Garlasco
La vicenda giudiziaria si intreccia anche con le conseguenze che, secondo la difesa, l’esposizione mediatica avrebbe avuto sulla famiglia Cappa. Stefania e Paola Cappa non sono mai state indagate per l’omicidio della cugina Chiara Poggi.
L’avvocata Mettica sostiene tuttavia che, nel corso degli anni, si sarebbe diffusa una narrazione definita dalla legale «fantasiosa e aberrante», nonostante gli esiti degli accertamenti condotti dalla Procura.
«C’è chi ha cavalcato, a dispetto dei risultati della Procura, altri tipi di racconto», afferma l’avvocata. Una situazione che, secondo quanto riferito, avrebbe inciso profondamente sulla vita privata dei componenti della famiglia.
«La famiglia Cappa non ha mai temuto un esito differente rispetto alle indagini pavesi, ma la pressione mediatica lascia le sue cicatrici ed è difficile cancellare la voce di chi ti indica come “assassino”», aggiunge Mettica.
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Le querele della famiglia Cappa per presunta diffamazione
Parallelamente agli sviluppi della nuova indagine sul caso Garlasco, la famiglia Cappa ha avviato iniziative giudiziarie contro contenuti e accuse ritenuti diffamatori, diffusi soprattutto sui social network e nel dibattito pubblico legato alla vicenda.
L’avvocata Mettica, con i colleghi Antonio Marino e Gabriele Casartelli, segue le querele presentate dai Cappa nei confronti di chi, secondo la loro ricostruzione, avrebbe superato i limiti del legittimo commento sul caso.
La presenza di Maria Rosa Poggi come parte offesa rappresenta dunque un nuovo passaggio nella complessa vicenda giudiziaria, a diciannove anni dalla morte di Chiara. Dopo l’esame degli atti, la zia della vittima potrà decidere se costituirsi parte civile qualora la posizione di Andrea Sempio dovesse arrivare in giudizio.
