Il delitto di Garlasco torna ancora una volta al centro dell’attenzione investigativa con nuovi elementi che la Procura di Pavia sta analizzando nella riapertura del caso sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Tra consulenze tecniche, intercettazioni e nuove ricostruzioni, gli inquirenti stanno cercando di chiarire ogni dettaglio delle ore successive al delitto.
La nuova fase dell’inchiesta si concentra soprattutto sulla rilettura delle tracce già repertate e su una serie di elementi emersi recentemente, che potrebbero contribuire a ridefinire il quadro investigativo attorno ad Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato.
La nuova ipotesi investigativa sulla nonna di Sempio
Tra gli aspetti che la Procura sta approfondendo compare anche il possibile passaggio di Andrea Sempio nell’abitazione della nonna, situata a poca distanza dalla villetta di via Pascoli dove venne uccisa Chiara Poggi.
Secondo la nuova ipotesi investigativa, il giovane potrebbe essersi recato lì subito dopo i fatti contestati, utilizzando la casa come punto di appoggio per fermarsi e ripulirsi. Si tratta di un elemento che gli investigatori stanno valutando insieme agli altri tasselli raccolti nel corso delle indagini.

Intercettazioni e nuovi elementi
Nel nuovo quadro accusatorio assumono importanza anche alcune intercettazioni ambientali, tra cui un soliloquio registrato in auto nell’aprile 2025. Secondo quanto trapelato, Andrea Sempio farebbe riferimento a Chiara Poggi, a telefonate effettuate nei giorni precedenti al delitto e ad aspetti della vita privata della vittima.
Gli investigatori ritengono che questi elementi possano affiancarsi alle consulenze tecniche e ai riscontri raccolti negli anni, contribuendo a rafforzare l’ipotesi investigativa attualmente al vaglio della Procura di Pavia.
Resta sullo sfondo anche la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Eventuali sviluppi della nuova inchiesta potrebbero avere ripercussioni anche sul piano giudiziario e sulle possibili richieste di revisione del processo.
La dinamica dell’aggressione secondo la Procura
Secondo la ricostruzione che gli inquirenti stanno approfondendo, la porta della villetta di via Pascoli quella mattina sarebbe rimasta aperta dopo l’uscita dei gatti, consentendo così un accesso senza effrazione all’interno dell’abitazione.
L’ipotesi investigativa descrive una Chiara Poggi sorpresa all’interno della casa e aggredita inizialmente a mani nude. Successivamente sarebbe stato utilizzato un oggetto contundente, individuato dagli investigatori in un martello mai ritrovato e già indicato in passato come possibile arma del delitto.
Le consulenze tecniche, comprese quelle dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, vengono richiamate per interpretare le lesioni e le tracce individuate sulle mani e sulle caviglie della vittima.

Le tracce biologiche e il sangue nel lavabo
Uno dei punti più discussi della nuova analisi riguarda le tracce biologiche repertate sulla scena del crimine. In particolare l’attenzione si concentra sull’impronta denominata “33” e su una traccia di sangue individuata vicino al lavabo della cucina.
Secondo la Procura, alcune verifiche effettuate successivamente avrebbero evidenziato possibili lacune nelle prime analisi svolte all’epoca dei fatti. Gli investigatori stanno quindi rivalutando alcuni elementi che potrebbero avere avuto un ruolo nella dinamica dell’omicidio.
La nuova ricostruzione ipotizza inoltre un possibile tentativo di pulizia dopo l’aggressione, con spostamenti all’interno della casa e ulteriori passaggi che vengono ritenuti rilevanti ai fini investigativi.
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