Il vuoto temporale e le interpretazioni
Un elemento chiave, spesso sottolineato anche dagli esperti, è l’ampiezza della finestra temporale in cui collocare il delitto. Nel corso degli anni, diversi professionisti hanno indicato un intervallo che va dalle 7:30 alle 12:30 del 13 agosto 2007.
Questo significa che la definizione dell’orario tra le 9:12 e le 9:36 non si basa esclusivamente su dati medico-legali, ma anche su altri elementi indiziari valutati dai giudici. Il dato del cellulare, in particolare, è stato interpretato come indicativo: l’assenza di risposte dopo le 9:45 ha contribuito a rafforzare l’ipotesi che Chiara Poggi fosse già morta.
Tuttavia, questo elemento non rappresenta una prova diretta dell’orario del decesso, ma un indizio da inserire in un quadro più ampio e complesso.

Le nuove indagini e la posizione di Andrea Sempio
Le nuove verifiche della Procura di Pavia si inseriscono anche nel filone investigativo che vede indagato Andrea Sempio con l’accusa di omicidio in concorso.
In questo contesto, ogni elemento viene riesaminato, compresi i dati già analizzati nei processi precedenti. Il cellulare di Chiara Poggi torna quindi a essere centrale, non tanto per ciò che mostra, ma per ciò che non mostra: un silenzio prolungato che continua a sollevare interrogativi.
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Attesa per gli sviluppi della Procura
Al momento non ci sono conclusioni definitive, ma solo nuovi elementi in fase di valutazione. La consulenza di Cristina Cattaneo potrebbe incidere sulla ricostruzione temporale del delitto e, di conseguenza, sull’intero impianto accusatorio costruito negli anni.
Il punto centrale resta capire se l’orario della morte di Chiara Poggi debba essere rivisto. Una modifica in questo senso potrebbe aprire scenari giudiziari completamente nuovi, influenzando sia la posizione di Alberto Stasi sia quella di Andrea Sempio.